"Ho provato un moto di fastidio davanti a chi, a spoglio ancora in corso, si è messo a parlare di primarie": Rosy Bindi, intervistata da La Stampa, lo ha detto a proposito del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e delle sue parole sulle primarie nel campo largo in concomitanza con l'uscita dell'esito del referendum sulla giustizia. "Anche questa fretta dimostra che non si è capito il voto. Sovrapporre immediatamente il risultato al consenso all'opposizione e intestarsi la vittoria rischia di far imboccare una strada sbagliata", ha aggiunto l'ex ministra fondatrice del Pd.
"Voglio dire: abbiamo fatto una battaglia per difendere la Costituzione e, nemmeno il tempo di finire lo spoglio, ci metti il cappello sopra? - ha proseguito la Bindi -. I partiti hanno fatto la loro parte, ma abbiamo vinto soprattutto grazie ai comitati, all'impegno civico. E in primo luogo bisogna capire i motivi profondi del voto: la democrazia, la pace, i diritti, la libertà". Dietro tutto questo secondo lei ci sarebbe un elemento in particolare: "Anche a sinistra si è diffuso il virus della personalizzazione. So bene che non si fa a meno di un leader, ma la tradizione delle forze di sinistra è quella della comunità che lo esprime, non della lotta per la leadership. Anche questa volta abbiamo vinto perché si è votato sulla Costituzione, non su una persona".
Silvia Salis, "ci rifletterei": Pd, le due parole che spaventano Elly Schlein
Alle primarie Silvia Salis ha sempre detto no. Da qualche mese, perlomeno. Cioè da quando, poco dopo la sua elezi...Sulle primarie nello specifico, invece, ha detto: "Non scarto certo lo strumento: sarebbe come smentire la mia storia politica degli ultimi trent'anni. Ma il referendum ha chiesto un'alternativa e ci vuole altro per costruirla. Se ogni candidato va col proprio programma, si va nel senso esattamente opposto. Prima bisogna fare la fatica di chiarire le antinomie che conosciamo, a cominciare dalla politica internazionale".




