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Ilaria Salis indagata in Germania

di Alessandro Gonzatodomenica 29 marzo 2026
Ilaria Salis indagata in Germania

4' di lettura

La buona notizia è che stavolta nessuno ha infilato un manganello retrattile nel marsupio della Salis, come invece – stando all’europortento di Avs – avrebbero fatto i poliziotti di Budapest per incriminarla. In ungherese “manganello” si pronuncia “vipera”, e da qui il titolo del bestseller scritto in carcere da sant’Ilaria patrona delle case altrui, ma più delle sue prigioni erano le pigioni. La notizia esilarante è che ieri la Bonelli&Fratoianni ha chiesto a chiunque «del governo Meloni» di «riferire», ma evidentemente non sulla candidatura dalla Salis a Bruxelles.

In mattinata Ilaria ha pubblicato un “post” in cui ha denunciato di aver subìto nella sua stanza d’albergo «un controllo preventivo durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi», ossia di ieri a Roma, dove centri sociali e affini hanno riempito la giornata riversando odio “sulle destre”. Il controllo, per l’esponente di Avs, sarebbe stato «effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto», ha accusato, «a che punto siamo arrivati con il governo Meloni al potere. Viviamo in uno stato di polizia. Ci vediamo alle 14 in piazza della Repubblica!».

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Salis è andata avanti con la sua ricostruzione: «La polizia si è presentata all’alba». In camera c’era Ivan Bonnin (questo l’ha omesso ma non è reato), suo assistente a Bruxelles e autore del libro “Vipera” (Bonnin la settimana scorsa era anche a Cuba con Ilaria, in “missione” per conto della Flotilla). La verità è che non c’è stata alcuna «perquisizione», a differenza di quanto strillato a sinistra.

Le autorità italiane, le quali si sono limitate a chiedere i documenti per un’identificazione, hanno adempiuto a una “segnalazione Schengen” di un Paese terzo, la cristiano-democratica Germania e non la nazistissima Ungheria di Orbán: il motivo è che la Salis, in Germania, sarebbe sotto indagine e la segnalazione risalirebbe a inizio marzo (il suo avvocato però dice di non esserne al corrente). L’eurodeputata è sospettata di vicinanza a gruppi tedeschi antagonisti responsabili di aggressioni a esponenti di estrema destra. In Germania è particolarmente sotto attenzione la Hammerbande, la “banda del martello”, protagonista anche in Ungheria: Salis, stando alle accuse di Budapest, avrebbe gravitato attorno al gruppo.

Torniamo a ieri, con una parentesi sulla sera precedente: Bonnin, come l’altro assistente della Salis, Mattia Tombolini, e il deputato di Avs, Marco Grimaldi, era a Roma al concerto anti-governativo “No Kings”. La richiesta delle autorità tedesche a quelle italiane, che in base alla legge non potevano esimersi, è scattata dopo la registrazione in albergo dell’europarlamentare. Che gli agenti non siano nemmeno entrati nella stanza ma che si siano fermati sulla porta lo ha spiegato la questura con un comunicato, e involontariamente la stessa Salis la quale ha pubblicato su Instragram la foto delle gambe degli agenti all’ingresso.

«Il questore precisa che l’attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un Paese, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane. Il personale si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell’europarlamentare», sottolinea la nota, «ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza. L’intervento è avvenuto in base a un sistema di collaborazione internazionale tra forze di polizia che è immutato da anni. Si esclude pertanto categoricamente che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione, bensì di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali». L’alert del sistema di segnalazioni Schengen sarebbe già scattato settimane fa all’attraversamento di un Paese parte dell’area, quindi Salis era al corrente della situazione e ha finto di meravigliarsi per scatenare la canea.

Il suo avvocato ha tuonato: «È stata violata l’immunità parlamentare, sono andati a fare un controllo preventivo di cui non abbiamo capito la natura dato che a lei non è stato dato nulla». Rieccoci alla Bonelli&Fratoianni, che in ordine sparso ha dichiarato: «È una vicenda di una gravità inaudita, a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio». Poi i due sono andati dal questore, Roberto Masucci, il quale ha escluso «categoricamente» come riportato in una dichiarazione successiva pure dai leader di Avs, «che il controllo fosse legato alla manifestazione». Intanto la coppia ha chiesto di «chiarire» a Piantedosi, poi «al governo», poi sempre il governo doveva chiedere «chiarimenti alla Germania», e alla fine, si capisce, è anche colpa della Germania. Fratoianni: «Pretendiamo che Tajani convochi l’ambasciatore tedesco, è una vicenda gigantesca». Strali anche dall’ex ministro dem Andrea Orlando e dal capogruppo alla Camera dei 5Stelle, Riccardo Ricciardi. In serata, ospite di Massimo Gramellini, su La7 a “In altre parole”, Salis è andata dietro al conduttore, che l’ha imbeccata: «Esatto, e il nostro governo non sapeva niente...». Inoltre l’europarlamentare si è scagliata contro la Germania: «È una follia, un attacco alla democrazia». In altre parole è colpa della Meloni.

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