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Silvia Salis, Lepore & co: tutti i sindaci rossi boicottano i taser

di Massimo Sanvitodomenica 5 aprile 2026
Silvia Salis, Lepore & co: tutti i sindaci rossi boicottano i taser

3' di lettura

Come la kryptonite per Superman. Come l’aglio per i vampiri. Come il buio per i girasoli. Il taser, per la sinistra, è letale. Nel senso ideologico, perché in quello pratico un utilizzo massiccio della pistola a impulsi elettrici eviterebbe conflitti a fuoco, tra divise e delinquenti, ben più pericolosi.

Niente da fare: Pd e compagni quell’arma, in mano ai vigili, non la vogliono vedere nemmeno per finta. «È pericolosa», dicono i progressisti citando i casi (tre!) di chi è rimasto vittima dei dardi. Episodi isolati, in cui le diverse autopsie hanno sempre escluso collegamenti diretti tra il taser e la morte dei fermati.

A Milano, capitale italiana del crimine, la delibera che prevede l’adozione della pistola elettrica per la polizia locale è già pronta (dopo la mozione presentata in Consiglio comunale dalla Lega e approvata anche coi voti di parte del centrosinistra) ed è pure stata firmata dal sindaco Beppe Sala, convinto anche lui dai sei mesi di sperimentazione in cui la sola presenza visiva dell’arma ha avuto effetto deterrente per i balordi fermati dagli agenti. Eppure l’iter è fermo in Commissione Sicurezza (presieduta dal Pd), un passaggio necessario, perché gran parte del centrosinistra ha scelto la strada della resistenza passiva. Qualora si superasse lo scoglio della commissione, però, non è affatto scontato che il Consiglio dia il via libera: il rischio che la giunta venga sconfessata dalla sua stessa maggioranza è concreto. Nel mentre, a pagare il conto dello stallo, sono vigili e cittadini perbene: tanti saluti alla loro incolumità.

«Una scelta scellerata. Il taser è infatti ormai universalmente ritenuto non solo uno straordinario deterrente ma anche uno strumento che riesce a bloccare in sicurezza eventuali aggressori. Polizia e carabinieri lo hanno già utilizzato con successo molte volte. Non si capisce quindi questo assurdo ritardo nella convocazione della commissione sicurezza.

Un’ulteriore prova che Palazzo Marino, quando si tratta di sicurezza, per scelte prettamente ideologiche lascia i cittadini milanesi sempre indifesi di fronte a violenza e degrado», commenta il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato.

Pure a Roma, nel 2022, era stato avviato il discorso taser ai vigili: una mozione, approvata dall’Assemblea Capitolina, portava proprio in quella direzione. Ma il sindaco dem Roberto Gualtieri, quattro anni dopo, continua a fare orecchie da mercante. Peggio: a gennaio ha assegnato 38 nuove pistole ad altrettanti pizzardoni. Armi da fuoco sì, armi elettriche no?

La scorsa estate, con la scusa che «la polizia locale non ha compiti di pubblica sicurezza», anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, anche lui piddino, aveva detto “no, grazie” all’ipotesi taser. Motivo? I vigili, ha spiegato, «non svolgono funzioni di contrasto al crimine e all’illegalità». Stesso film a Firenze, altra città rossa, dove il Consiglio comunale, nel 2019, aveva approvato una mozione per bloccare ogni eventualità di taser alla polizia locale.

Dalla Toscana all’Emilia. A Bologna, nei giorni scorsi, il Comune ha dato il via libero all’acquisto di 90 nuove pistole (tradizionali) per gli agenti. Ma guai a parlare di armi elettriche... «Bene il rinnovo dell’armamento per la polizia locale.

Dotare il personale di strumenti adeguati è una scelta necessaria. Trovo però contraddittorio che la stessa amministrazione che autorizza l’acquisto di nuove pistole continui a opporsi all’introduzione del taser sostenendo che sarebbe pericoloso», spiega il consigliere comunale della Lega, Matteo Di Benedetto. Il taser, ragiona l’esponente del Carroccio, «rappresenta uno strumento intermedio che può ridurre il ricorso alla pistola e aumentare la sicurezza sia per gli operatori sia per i cittadini: serve coerenza, se l’obiettivo è la sicurezza si doti la polizia locale anche di strumenti meno letali e più adeguati alla gestione delle situazioni critiche».

Curioso poi il caso di Genova. Nel 2022, quando al timone del Comune c’era il centrodestra (sindaco Marco Bucci), il corpo dei vigili fu dotato di due pistole a impulso elettrico come sperimentazione. Arrivata Silvia Salis a Palazzo Tursi, è cambiato tutto. «Anche alla luce dei recenti episodi che hanno purtroppo portato al decesso di alcuni cittadini e del conseguente dibattito che si è aperto a livello nazionale, riteniamo opportuno non avviare in questa fase un percorso di utilizzo dello strumento», aveva spiegato l’assessore alla Sicurezza, Arianna Viscogliosi, in Consiglio comunale lo scorso settembre.