C’è qualcosa di insano, direi di perverso, disumano, nella volontà che hanno i cultori del woke di imporre le loro idee a tutti regolando i più semplici elementi della vita quotidiana, concependo regole di comportamento rigide a cui attenersi. Regole che, fra l’altro, nascono dall’idea si resettare il passato e creare ex novo un modello di società diverso da quello tradizionale. Il risultato paradossale, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte, è che in nome dell’inclusione si esclude, discrimina, gerarchizza; si danno patenti di credibilità e presentabilità sociale.
L’ultimo episodio segnalato giunge da un istituto tecnico superiore di Grosseto, l’Its Eat Academy, che ha sede presso la Cittadella dello studente, ove ci si forma nelle attività legate all’enogastronomia, all’accoglienza e al turismo. E concerne i bagni che, nella volontà dei dirigenti scolastici, dovrebbero con le loro nuove denominazioni servire a scardinare servire le vecchie e tradizionali categorie di genere. Ecco allora la comparsa di una galleria iconografica comprendente ben undici differenti categorie, fra cui Batman, un alieno, una sirena, un uomo con la gonna, una donna incinta, Zorro. Insomma, una sorta di Circo Barnum della diversità. Il tutto in nome, appunto, di una malintesa idea di inclusione. A segnalare la trovata è stato sui social un deputato di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, ed in poche ore il caso è montato così tanto da suscitare le reazioni indignate di vari esponenti della sinistra locale, insorti con le solite accuse di oscurantismo, sessismo, maschilismo paternalistico e, in fondo, fascismo della destra al potere.
Elly Schlein e compagni, l'ideologia woke è ancora la base del loro programma
Ieri la sinistra ha celebrato il decennale della legge sulle unioni civili. Unioni che, dopo il boom iniziale, hanno com...Il presidente della provincia, il piddino Francesco Limatola, ha parlato addirittura di un «un maldestro tentativo di fare il fenomeno sui social» del deputato, aggiungendo che «quegli spazi sono stati realizzati con un’idea semplice ma importante: fare in modo che ogni persona possa sentirsi accolta, rispettata e libera di vivere un ambiente formativo senza disagio o discriminazioni».
Ma i tanti italiani che credono nella esistenza dei generi classici, e solo di essi, non si sentono forse discriminati se per loro diventa quasi impossibile perorare le proprie posizioni sul tema, nel clima di caccia alle streghe ideologico che sempre si crea in queste occasioni? E non sono discriminati i tanti cattolici che pure vorrebbero seguire i precetti della loro Bibbia che, nel libro della Genesi, dice chiaramente che Dio creò solo l’uomo e la donna? Idee che possono essere certamente messe in discussione, ma che non devono essere censurate, in maniera più o meno esplicita, trovando anch’esse spazio nel dibattito pubblico? Tanto più che ad esse fanno riferimento la maggioranza degli italiani. Idee che fanno parte di una sensibilità che può certo cambiare e maturare, ma che esige che questo cambiamento sia fatto in piena libertà, con un processo spontaneo, con un movimento dal basso, non per “decreto legge” o imposizione dall’alto.
Il delirio woke: se sei incinta il figlio non è per forza tuo...
Dice: ci vogliamo bene, potremmo fare un figlio. Già, ma ci sono gli impegni di lui, e c’è lei che n...È qui, su questo preciso punto, che si colloca la battaglia liberale contro il woke: non si tratta di restaurare un passato che non c’è più, ma di dare spazio a tutti senza censure preventive ed evitare ogni più o meno subdola forma di dirigismo.
L’assessore regionale toscana alla scuola, Alessandra Nardini, ha tenuto a sottolineare come basti farsi un giro in tutta Europa per vedere quanto bagni con queste iconografie siano diffusi. Il che, da un punto di vista razionale, non significa molto, anzi buona pratica sarebbe quella di ragionare con la propria testa e non seguire l’opinione comune (anche se in verità qui si tratta delle idee di minoranze attive, una piccola élite che vuole imporre a tutti il proprio pensiero). Da un punto di vista concreto, significa invece che il nostro continente, proprio per il predominio di queste élite e di certe politiche, rischia una deriva illiberale di cui non sembra nemmeno accorgersi. Più che figli di Venere rischiamo di essere i padri del nulla.




