Carlo Calenda vede il centrodestra sfilacciarsi sotto il peso di Vannacci, il centrosinistra ostaggio di Conte e, in mezzo, sogna un grande centro moderato ed europeista capace di raccogliere i delusi di entrambi gli schieramenti. Il leader di Azione, dopo le Comunali, boccia tutti: “Parliamo di un voto irrilevante, che non ci dice nulla sulle Politiche del prossimo anno”. E soprattutto massacra la narrazione della sinistra sulla presunta riscossa di Venezia: “Schlein ha fatto una stupidaggine”.
Per Calenda il problema del Pd è strutturale. Sicurezza, immigrazione, periferie fuori controllo: “Nel Centro-Nord è un tema predominante e non abbiamo idea di quanto la sinistra sia destinata a perdere su questa questione”. Poi l’affondo: “La sicurezza sta esplodendo in tutto il Nord Italia, bisogna frenare la deriva degli irregolari che delinquono”. Ma non salva neppure la destra: “Anche la destra sta fallendo”. Il punto politico, però, è un altro. Ed è qui che Calenda vede il rischio più grosso per il centrosinistra: Giuseppe Conte. “Se il Pd si allea con il Movimento, tanti 5 Stelle votano altri partiti o non vanno a votare”. Secondo il leader di Azione, Elly Schlein è stretta in una trappola e Matteo Renzi starebbe già lavorando per far saltare gli equilibri interni dem: “Alle primarie presenterà un competitor di Schlein, spaccherà il Pd e farà vincere Conte”. Non la segretaria dem, dunque, ma l’ex premier grillino come vero leader della futura coalizione progressista.
Elly Schlein, flop-comunali? "Il risultato lo conferma": tutta da ridere
L’effetto referendum non c’è stato. E quella che doveva essere la sorpresa di queste elezioni amminis...“Tra Meloni e Conte il Paese continuerà a declinare”, sintetizza Calenda. Nel frattempo lui prova a ritagliarsi uno spazio al centro: “Noi di Azione andremo al centro, punto”. Niente Campo largo, niente accordi organici col governo: “Non vado al governo con Salvini, Vannacci e Schifani e non entro nel Campo largo”. Eppure il vero convitato di pietra, ammette, resta proprio Roberto Vannacci: “Vale tantissimo. È il nuovo populista di turno”. Declina l’ipotesi Silvia Salis: “Non credo, è troppo intelligente, lei non si brucerà”. Sulle elezioni a Reggio Calabria, infine, trasecola: “Io Cannizzaro non l’ho mai visto, veniva da Forza Italia. Le scene che ha fatto sono indecorose, dopodiché siccome ha preso il 65% forse sono sbagliato io”.




