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Carlo Calenda, la profezia: "Chi sarà il candidato premier della sinistra"

di Roberto Tortoravenerdì 29 maggio 2026
Carlo Calenda, la profezia: "Chi sarà il candidato premier della sinistra"

2' di lettura

Carlo Calenda vede il centrodestra sfilacciarsi sotto il peso di Vannacci, il centrosinistra ostaggio di Conte e, in mezzo, sogna un grande centro moderato ed europeista capace di raccogliere i delusi di entrambi gli schieramenti. Il leader di Azione, dopo le Comunali, boccia tutti: “Parliamo di un voto irrilevante, che non ci dice nulla sulle Politiche del prossimo anno”. E soprattutto massacra la narrazione della sinistra sulla presunta riscossa di Venezia: “Schlein ha fatto una stupidaggine”.

Per Calenda il problema del Pd è strutturale. Sicurezza, immigrazione, periferie fuori controllo: “Nel Centro-Nord è un tema predominante e non abbiamo idea di quanto la sinistra sia destinata a perdere su questa questione”. Poi l’affondo: “La sicurezza sta esplodendo in tutto il Nord Italia, bisogna frenare la deriva degli irregolari che delinquono”. Ma non salva neppure la destra: “Anche la destra sta fallendo”. Il punto politico, però, è un altro. Ed è qui che Calenda vede il rischio più grosso per il centrosinistra: Giuseppe Conte. “Se il Pd si allea con il Movimento, tanti 5 Stelle votano altri partiti o non vanno a votare”. Secondo il leader di Azione, Elly Schlein è stretta in una trappola e Matteo Renzi starebbe già lavorando per far saltare gli equilibri interni dem: “Alle primarie presenterà un competitor di Schlein, spaccherà il Pd e farà vincere Conte”. Non la segretaria dem, dunque, ma l’ex premier grillino come vero leader della futura coalizione progressista.

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“Tra Meloni e Conte il Paese continuerà a declinare”, sintetizza Calenda. Nel frattempo lui prova a ritagliarsi uno spazio al centro: “Noi di Azione andremo al centro, punto”. Niente Campo largo, niente accordi organici col governo: “Non vado al governo con Salvini, Vannacci e Schifani e non entro nel Campo largo”. Eppure il vero convitato di pietra, ammette, resta proprio Roberto Vannacci: “Vale tantissimo. È il nuovo populista di turno”. Declina l’ipotesi Silvia Salis: “Non credo, è troppo intelligente, lei non si brucerà”. Sulle elezioni a Reggio Calabria, infine, trasecola: “Io Cannizzaro non l’ho mai visto, veniva da Forza Italia. Le scene che ha fatto sono indecorose, dopodiché siccome ha preso il 65% forse sono sbagliato io”.

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