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Tassatori e manettari: ecco a voi il campo largo

di Alessandro Sallustisabato 6 giugno 2026
Tassatori e manettari: ecco a voi il campo largo

2' di lettura

Un tassello alla volta si sta delineando il programma elettorale delle sinistre per le prossime elezioni politiche. Gli esperti di marketing sono già al lavoro per lo slogan che più o meno potrebbe essere “Più tasse e più manette per tutti”. Più che a un governo vero e proprio da quelle parti stanno pensando, in caso di vittoria elettorale, a un “Comitato di salute pubblica” sul modello di quello che nella Francia rivoluzionaria del 1793 introdusse il regime del terrore: Schlein, Fratoianni e Conte come Robespierre, Saint-Just e Couthon. A Marco Travaglio sarà assegnato il ruolo che all’epoca fu di Merlin de Douai, estensore della “Legge dei sospetti” che intendeva limitare le libertà personali in base a paranoie, ossessioni e teoremi immaginari.

Suggestioni storiche a parte, la furia giacobina dell’attuale opposizione e dei suoi scribi è un fatto: Berlusconi archiviato per la sesta, dicasi sesta, volta per l’accusa di avere avuto a che fare con la mafia? Non importa, è un mafioso che l’ha fatta franca; per due volte la Procura generale di Milano, il ministro della Giustizia e il Capo dello Stato dicono e documentano che Nicole Minetti ha tutte le carte in regola per avere la grazia? Niente, valgono di più le vaghe e mai dimostrate parole di una massaggiatrice uruguaiana, la Minetti deve andare comunque agli arresti; Milano è diventata una delle più belle e ambite città del mondo?

Non importa, chi l’ha pensata e voluta così deve essere punito perché certamente c’è sotto del marcio anche se fino ad ora non c’è traccia neppure di un euro di tangente. E poi ci sono i ricchi, razza bastarda per antonomasia: devono pagare molte più tasse, addirittura una patrimoniale sui loro beni, e ieri sia Fratoianni che la sua amica pregiudicata Ilaria Salis lo hanno ben ribadito in un convegno convocato ad hoc a Milano, ospite il fior fiore del comunismo europeo.Lascio le conclusioni a un redivivo Beppe Grillo, uno che di pataccari se ne intende assai avendone fatti alcuni addirittura ministri. Ieri il fondatore dei Cinque Stelle ha rotto un silenzio che durava da lungo tempo per dire: «Se questa è l’alternativa al governo delle destre, povera Italia».