"Il fatto che la destra abbia votato per non far accedere la Procura alle conversazioni tra Delmastro e Carroccia, considerate essenziali per indagare sul clan camorristico dei Senese, è una vergogna assoluta. È l'ennesimo regalo della destra alle mafie": Chiara Appendino del M5s, ex sindaca di Torino, ha commentato così, in un video sui social, la decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere di negare ai magistrati della Procura di Roma l'acquisizione delle chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, detenuto con l'accusa di mafia.
Il centrodestra, in particolare, ha votato a favore della proposta del relatore del testo, l'azzurro Pietro Pittalis, negando l'autorizzazione al sequestro della corrispondenza. Il centrosinistra ha votato contro. "La relazione ha messo in luce le criticità della richiesta della procura di Roma relative alla genericità dell'oggetto, all'assenza di delimitazione temporale e alla mancata dimostrazione dell'impraticabilità di mezzi meno invasivi", ha detto Pittalis.
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Tensione al Senato dopo che la Giunta per le autorizzazioni ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire ...La Appendino, dunque, ha aggiunto: "Ci tengo a ricordare che la vicenda della bisteccheria non riguardava solo Delmastro ma la cricca di Fratelli d'Italia in Piemonte, compresa Chiorino, l'ex Vicepresidente della Regione Piemonte che si è dimessa solo grazie alle nostre battaglie - ha proseguito la Appendino -. Allora sapete cosa dico a Meloni e a La Russa? La mafia fa schifo, fa tanto schifo: ma fate schifo pure voi. E la prossima volta che osate anche solo citare il nome di Paolo Borsellino, sciacquatevi la bocca. Perché non siete degni di farlo".
“Le offese di Chiara Appendino nei confronti della premier Meloni e del presidente La Russa sono qualcosa che definire inaccettabile da parte di un rappresentante delle istituzioni è un eufemismo - ha commentato il vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Marco Scurria -. A memoria non ricordo che qualche parlamentare abbia mai detto a un avversario politico una cosa simile ma va pure osservato che il turpiloquio è nel dna del M5S e soprattutto del loro padre nobile”.




