Libero logo

Giuseppe Conte, l'intercettazione che lo imbarazza: cosa c'è dietro la sua ascesa politica

di Pietro Senaldilunedì 8 giugno 2026
Giuseppe Conte, l'intercettazione che lo imbarazza: cosa c'è dietro la sua ascesa politica

4' di lettura

Giuseppe Conte se la sente calda e non ne fa passare mezza. Non c’è due senza tre, confida l’ex premier con il sogno pubblico di tornare a Palazzo Chigi, nel 2027. La debolezza dei suoi competitor interni nel campo largo è il suo miglior alleato, la forza di Giorgia Meloni è l’ostacolo più alto. Decideranno gli equilibri sinistri se sarà lui lo sfidante dell’opposizione e solo dopo toccherà agli elettori. Nel frattempo, meglio scacciare ogni ombra.

Nell’Italia giustizialista e manettara, che il Movimento ha alimentato e cavalcato, anche il più scalcagnato sospetto nuoce all’immagine più che aver buttato 180 miliardi con il superbonus pagato anche dai poveri per imbellettare le case dei ricchi. Così si spiega il piccato comunicato del professore.

«Ignoro volutamente le arbitrarie e fantasiose ricostruzioni disseminate nell’articolo del Giornale titolato “Conte e Alpa tramavano per togliere M5S a Grillo”», scrive l’attuale leader del fu Movimento di Beppe e Casaleggio. «Ma intervengo per difendere la reputazione di chi non c’è più: Alpa non è mai stato coinvolto nelle vicende dei Cinque Stelle. Su di lui, la cui sola colpa è stata essermi amico, si riversano accuse pretestuose per colpire me». Con calcio finale alla «fragilità professionale di certo giornalismo».

Giuseppe Conte, la trappola per tagliare fuori Elly Schlein

La trappola si avvicina e chi nel Pd ha più esperienza già la vede. Arriverà quando si insedier&agr...

LA DOMANDA

Perché tanta acredine? È noto che l’avvocato Alpa è stato una sorta di dominus professionale per Giuseppi ed è stato più volte scritto che ne è stato anche una sorta di sponsor e padrino politico. Non c’è nulla di male. Come non c’è nulla di male sul fatto, è pura cronaca, che Conte abbia provato, riuscendovi, a sfilare il Movimento a Grillo.

A usare un linguaggio giuridico, potrebbe anche dirsi che si è trattato di legittima difesa. Beppe, frastornato e angosciato dal processo per stupro del figlio Ciro, sperando in chissà cosa, diede il via libera a spodestare il premier grillino e sostituirlo con Mario Draghi. Fu così che 250 onorevoli pentastellati su trecento si fecero incantare da Luigi Di Maio, diedero la fiducia all’ex governatore della Banca Centrale Europea e si suicidarono politicamente. Conte si ritrovò con un banchetto da venditore ambulante a improvvisare una conferenza stampa davanti a Palazzo Chigi. Bravo lui, se un anno e mezzo dopo gli elettori grillini gli garantirono nelle urne oltre il 15%, riservando a Gigino lo 0,6%. E se nell’operazione c’è stato lo zampino di Alpa, artefice a quel punto del secondo miracolo, dopo l’invenzione di Giuseppi premier, che male ci sarebbe? Sono medaglie, non macchie.

Elly Schlein a caccia dei loro voti: faida aperta con "l'alleato" Conte

Il nuovo terreno di competizione, tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein, sono i giovani. Per carità, si tratta di un...

E allora, risuona ancora la domanda: perché tanta acredine? Forse all’ex premier è andata di traverso quella frase dell’articolo di Felice Manti in cui si dice che Alpa “secondo una fonte giudiziaria avrebbe chiesto al telefono una mano a organizzare il partito a un interlocutore di identità non rivelata”. Secondo una fonte giudiziaria infatti è espressione equivoca, puzza di inchiesta e magistrati che mettono nel mirino, la qual cosa per il Conte politico grillino è come l'aglio per un altro conte, Dracula.

LE FRASI

Libero è in grado di rivelare l’identità dell’interlocutore e la frase incriminata, che letta così non ha nulla di particolarmente sconveniente, e davvero non si capisce perché abbia tanto maldisposto l’ex premier. “Visto Giuseppe, ha fatto bene, no?” chiede Alpa. “Si ho visto, certo”, la risposta. “Se poi vuoi dargli una mano a organizzare il partito...”, incalza il legale, che viene così confortato: “Sì, di opportunità ne ho diverse, dal punto di vista anche di adesioni, di persone, di cose...”. “Appunto, poi un giorno dovremmo andarlo a trovare per parlare di questo”, prosegue con accoratezza l’amico di Conte. Il mister X dall’altro capo del telefono era Luca Di Donna, anch’egli avvocato e che ha avuto rapporti di lavoro con Conte e Alpa, anche nello studio di quest’ultimo.

Grillo torna sulla scena per bastonare Conte

Le notizie sono quattro. Beppe Grillo ha finalmente capito di aver partorito un mostro e non un Movimento e sta usando i...

Il nome di Di Donna è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Roma per associazione a delinquere e traffico di influenze riguardo a presunte intermediazioni per la fornitura di mascherine e l’assegnazione di appalti ai tempi del Covid, quando Giuseppi era a Palazzo Chigi. In particolare, l’uomo avrebbe speso più volte il nome di Conte, che mai è stato indagato per questo. Il caso giudiziario si è risolto l’anno scorso con l’archiviazione, senza neppure l’apertura di un processo. Non si capisce quindi perché tanta indignazione e tanto allarmismo da parte dell’ex premier, che ha smentito una notizia vera con l’effetto boomerang di darla due volte. Forse Conte era all’oscuro che il suo mentore di sempre si sia speso per lui; oppure ha pensato che la miglior difesa è l’attacco, finendo però infilzato in contropiede. Di certo, o Giuseppi è stato aiutato a sua insaputa, o non ha piacere che si sappia che è stato aiutato; né da chi. Forse l’intercettazione non è notizia che valeva la pena l’avvocato del popolo inserisse nella sua autobiografia auto-laudatoria, “Una nuova primavera” (Marsilio). Da qui a dire che è cattivo giornalismo darla però ce ne corre...