È che qui, nel “caso Rocco Tanica”, cambiano proprio i punti di riferimento: perché non è mica un purista alla Francesco De Gregori, uno mezzo santo e mezzo papa (chi-sono-io-per-giudicare, che tradotto nel linguaggio degli showman di professione esce uno sfogo del tipo: «Non faccio proclami sul palco e provo imbarazzo per chilo fa»), no no. Il tastierista di Elio e le storie tese, il comico di Lol chi ride è fuori (quarta edizione), il Vano Fossati di Zelig circus (indimenticabile), è uno che non le manda a dire.
Schietto, diretto, abituato pure a fregarsene delle conseguenze. E sì, d’accordo, nel mondo dello spettacolo che sempre più raramente coincide con quello della cultura, alla fine il risultato è lo stesso (ossia l’ostracismo lavorativo, il boicottaggio musicale, l’emarginazione punitiva), però un conto è l’artista che decide di non decidere, che non prende posizione e rivendica (anche legittimamente) il suo diritto a starsene fuori dalla cloaca modaiola di “colleghi cantautori eletta schiera” (questo è Guccini e non Il Principe, ma vale uguale) che si straccia le vesti per la situazione internazionale, e un altro discorso è il musicista da 43mila follower su X che è impegnato, impegnatissimo, a smontare le balle che circolano su Israele e il popolo ebraico.
Andrea Pucci, Rocco Tanica umilia il Pd: "Gara tra cag***"
Il caso Andrea Pucci, un minuto dopo la rinuncia dello stesso a salire sul palco del Festival di Sanremo, è diven...Il primo, forse, la sfanga (vabbè, capirai, è anche uno dell’Olimpo chansonnier italiano: chiaro, ai propal non va giù, ma-come-proprio-lui-quello-di-Generale?, però alla fine c’è l’esegesi, l’interpretazione del pensiero, con-tutto-il-rispetto andiamo oltre), per il secondo è la fine. Viene bannato, contestato, massacrato, bandito, allontanato, esiliato, isolato, espulso, cacciato da ogni evento, sbertucciato, criticato, biasimato, censurato (anche se il termine non lo si può usare), stigmatizzato, pentiti-o-saranno-guai.
Francesca Albanese irrisa da Rocco Tanica: "L'istituto alberghiero non decolla"
Caustico e tagliente, sui social da tempo Rocco Tanica si è ritagliato il ruolo di fustigatore del politicamente ...Se osa, metti il caso, dire che la special rapporteur dell’Onu Francesca Albanese è «una compagna antisemita che sbaglia», viene escluso dalla programmazione del festival Terre Tagliamento di Pordenone. Se sui social continua a commentare le gesta della signora (recentemente intervistata da Sabina Guzzanti), viene richiamato dagli utenti «sei proprio un fallito, sionista», con tanto di dito medio e faccina da pagliaccio. Se se ne frega (ché il personaggio è così, woke a zero e replica a mille) e retweetta i post mal tollerati di J.K. Rowling (scandalo-scandalo) o dà dei «moralisti piagnucoloni e brontoloni» all’Anpi o fa quello che le femministe hanno smesso di fare (indignarsi per le sorelle afgane che non vedono i talebani come grandi portatori di libertà), esce definitivamente dai radar di quel settore musicale che una volta era vivo e in fermento e adesso ha un sussulto soltanto quando c’è di mezzo Gaza.
Sono i tempi che corrono. Non che Tanica se ne faccia un cruccio, almeno stando alla mole di risposte e opinioni che riserva a internet. Però va così. Dal circo con la keffiah in testa non si salva nessuno. Figuriamoci chi non si fa problemi a raccontare Israele per quello che è e a non cedere all’egemonia dominante di chi, col pugno chiuso, strimpella From-the-river-to-the-sea (spesso) senza manco sapere che vuol dire.




