Quando a sinistra partono i lamenti indignati e terrificati, la prima rubrica da leggere per chiarire il tenore della situazione è l'Amaca di Michele Serra, firma di Repubblica e maitre à penser dei salottini rossi. Il tema della settimana è il Quirinale, o meglio la corsa al Colle lanciata formalmente dalla premier Giorgia Meloni.
Ospite di Nicola Porro su Rete 4, il presidente del Consiglio ha ricordato un semplice dato storico: al Colle eleggere un capo dello Stato di destra è un tabù. Il riferimento ovviamente è alla Seconda repubblica, visto che nel corso della Prima parlare di "destra" e "sinistra" era per certi versi fuorviante. Ma Serra parte da qui, ignorando questo assunto, e definendo "sbagliato e ingenuo" quanto detto da Meloni a Quarta repubblica. "De Nicola, Einaudi, Gronchi, Segni, Leone, Cossiga, Scalfaro (sette presidenti della Repubblica su dodici) certo non erano di sinistra. Quasi tutti venivano dalla Democrazia Cristiana, che della sinistra è stata, per quarant'anni, l'avversario costante". Di sinistra erano Pertini e Saragat, ma socialisti e non comunisti.
Poi è arrivata la rivoluzione Berlusconi, e Serra finge di non coglierne la portata storica e politica. E via di distinzioni: "Solo Pertini, Napolitano, Saragat e Ciampi possono essere qualificati di sinistra, i secondi due della sinistra moderata e governativa, certo non vicini al mondo social-comunista". E ancora: "La sinistra in quanto tale, Psi e Pci, ha dunque espresso, in ottant'anni di storia repubblicana, solo due presidenti della Repubblica. Sergio Mattarella è anch'egli di formazione democristiana".
Il sunto è semplice: "Ciò che Meloni non può o non riesce a dire — esponendosi ingenuamente ai rilievi più ovvii — è che il Quirinale, fin qui, è stato un tabù non certo per "la destra", ma per i post-fascisti. E per ragioni strutturali: perché la Costituzione italiana, della quale il Quirinale è custode e garante, è antifascista". Gira e rigira, si torna sempre lì: secondo Serra "è davvero ingenuo credere che dire genericamente 'destra' basti a sciogliere il duro nodo della pregiudiziale antifascista, che non è un vezzo ideologico: sta scritta nella carta affidata alle cure del Colle". Quindi, ecco un suggerimento al centrodestra: "Meloni e i suoi indichino una personalità di destra di indiscutibile fede repubblicana e vedranno che nessuno avrà niente da ridire sulla sua candidatura al Quirinale. Il problema — lo capiamo — è trovarla". Magari potranno sempre chiedere a Serra; a sinistra sono bravissimi a scegliere anche per gli altri.




