Scontro politico a Salerno per la presentazione del libro E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella, curato da Tony Fabrizio. L’evento è in programma per martedì 7 luglio nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città. Avs e 5 Stelle hanno chiesto al sindaco Vincenzo De Luca la revoca dell’autorizzazione. L’assessore regionale, Claudia Pecoraro, ha parlato addirittura di iniziative incompatibili con i valori della Costituzione. E tutto perché il volume porta alla luce la vicenda del giovane militante del Msi assassinato nel 1972 dall’anarchico Giovanni Marini.
«Scontro strumentale e profondamente sbagliato. Qui non si sta discutendo di una manifestazione di parte, ma della presentazione di un libro che racconta la storia di Carlo Falvella, un ragazzo salernitano ucciso a soli 19 anni per le sue idee. Trasformare un momento di memoria e di approfondimento culturale in un caso politico significa non comprendere il senso dell’iniziativa e, soprattutto, mancare di rispetto a una giovane vita spezzata dalla violenza politica», ha detto Italo Cirielli, dirigente nazionale di Gioventù Nazionale e responsabile regionale Enti Locali di Fratelli d’Italia. «Il libro non è l’agiografia di Falvella, ma un atto di giustizia sociale che rimette al centro del ricordo il gesto di puro cameratismo verticale: sacrificare la propria vita per salvare quella di un camerata. Un gesto talmente potente che oltre mezzo secolo dopo ha fatto insorgere la sinistra cittadina per vietarne non il libro, ma la memoria», ha commentato l’autore del libro, Fabrizio.




