"Trent’anni. Da trent’anni, in Italia, si vota con le liste bloccate. Quando eravamo all’opposizione ci siamo battuti contro questo sistema. Oggi, al Governo, abbiamo provato a cambiarlo proponendo, con un emendamento, l’introduzione delle preferenze. Ma la palude ha inghiottito anche questo tentativo": Fratelli d'Italia ha commentato così sui social quanto successo ieri nell'aula di Montecitorio, dove la maggioranza è andata sotto di un voto sull'emendamento relativo alle preferenze nell'ambito dell'esame della legge elettorale. Un risultato che ha subito acceso i riflettori sui possibili franchi tiratori all'interno del centrodestra.
"Il voto segreto, preteso dalle opposizioni, lo ha affossato. E, subito dopo, sono arrivati gli applausi, i cori da stadio, l’esultanza della sinistra. Non per una vittoria ottenuta nell’interesse degli italiani, ma per aver impedito agli italiani di scegliere da chi farsi rappresentare", si legge ancora nel post di FdI, che fa notare così la reazione scomposta delle opposizioni. "È questa l’immagine che resta: una palude che si difende da sola. Ogni volta che qualcuno prova a muovere le acque, c’è sempre chi preferisce lasciarle immobili. Perché nella palude, in fondo, c’è chi ha imparato a stare comodo - ha proseguito il partito di Giorgia Meloni -. Noi, a differenza del campo largo, continueremo a credere che la democrazia sia più forte quando a decidere sono i cittadini, non le segreterie di partito".




