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Ignazio La Russa e i franchi tiratori, "ricordo che in Senato...": la frase che manda ai matti la sinistra

mercoledì 15 luglio 2026
Ignazio La Russa e i franchi tiratori, "ricordo che in Senato...": la frase che manda ai matti la sinistra

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Dopo l'esultanza per i franchi tiratori e il presunto grido "Hitler" del vannacciano Furgiuele, a sinistra fanno esplodere un altro "caso": quello di Ignazio La Russa. Il presidente del Senato martedì sera, subito dopo il voto-terremoto alla Camera che ha visto la maggioranza andare sotto sull'emendamento alla nuova legge elettorale sulle preferenze, ha preso X e ricordato ai colleghi del centrodestra: "Ricordo - da Presidente del Senato - che nel bicameralismo esiste la concreta possibilità di modificare, anche chirurgicamente, quanto votato alla Camera. Ovviamente con un voto favorevole che per il regolamento del Senato non consente sul punto il voto segreto e rende perciò palesi gli intendimenti dei singoli senatori".

Apriti cielo. Proteste veementi tra le opposizioni, con Angelo Bonelli scatenato. "La presidenza della Camera ricordi al presidente del Senato che non è il capogruppo di FdI e deve avere rispetto del voto della Camera", si era rivolto con queste parole martedì sera alla Camera il deputato di Alleanza Verdi Sinistra. "C'è un altro aspetto che francamente troviamo intollerabile e di cui è bene che l'Aula abbia contezza. Trovo assolutamente inaccettabile che il presidente del Senato La Russa intervenga per dire 'il Senato correggerà la norma'. Ma chi è lui per fare un'affermazione di questo genere, è l'arbitro o il giocatore? Siamo stanchi di questi continui atteggiamenti arroganti, assolutamente di profondo disprezzo delle regole democratiche. Si abbia rispetto del voto della Camera dei deputati". 

Mercoledì è scattata la bagarre anche al Senato. Luca Pirondini, capogruppo del M5s, ha attaccato la maggioranza: "Il 4 settembre si vanteranno di essere il governo più longevo della storia e invece passerete per essere il governo più 'imbullonato' alla poltrona". A quel punto i suoi colleghi di partito si sono alzati in piedi mostrando cartelli con la scritta "Imbullonati". Il capogruppo Pd Francesco Boccia ha ammonito direttamente La Russa: "Le Camere non sono il luogo dove si correggono le sconfitte del governo" auspicando che il presidente sia "il primo garante dell'autonomia di quest'aula".

"Al Senato non c'è voto segreto: ognuno ci deve mettere la faccia su quello che vota. Questo vuol dire che nessuno può nascondersi dietro al dito", ha spiegato La Russa a margine della proiezione di un documentario a Palazzo Giustiniani. "Fa bene Meloni a considerare un motivo di riflessione importante i voti che sono mancati a un provvedimento voluto dal governo, mi pare che si stia facendo una esagerazione sul voto a un emendamento".