Remigra e porta a casa. Laura Tecce e Laura Boldrini, ospiti in studio a L’aria che tira, su La7, se le danno di santa ragione sui migranti. «Ceuta è Europa ma non è in Europa. Questo non è un vezzo di chi è puntiglioso, ma è una considerazione geografica che in questo caso è tutto», sottolinea l’ex presidente della Camera, oggi deputata del Pd. «Quello che abbiamo visto è stato un afflusso enorme che segue una regia, non è per caso che decine di migliaia di persone si muovono assieme. L’Italia è l’unica a intervenire del gruppo di Schengen per sospendere il trattato. Poi vediamo quanto questo sia stato pretestuoso. Ci sono stati controlli su 500mila persone: 31 sono state respinte, solo 8 di queste sono marocchini, nessuno da Ceuta».
«C’è una attitudine politica anziché istituzionale - prosegue Boldrini -. Il governo vuole punire Sanchez perché è l'unico che si è opposto a Trump e si è permesso di dire no al 5% del Pil in armi. Questo esercizio sa di vendetta politica e non ha portato a nessun risultato, è solo propaganda». «Il fatto che Rabat faccia pressioni politiche sulla Spagna e su un Paese europeo è già grave, i migranti non possono essere usati come un'arma di ricatto - replica la Tecce -. Irregolari o meno, sono comunque delle persone. Non credo che la questione riguardi Trump. Credo che il governo Meloni abbia agito per tutelare la sicurezza degli italiani. Il rischio terrorismo è stato certificato dal Ministero dell'Interno, anche se questo non vuol dire che tutti gli immigrati siano dei terroristi».
«Però c’è anche la proporzionalità della misura», interviene Ludovica Ciriello, conduttrice sostituta di Parenzo. «Schengen non è un dogma, non è un simbolo - è la risposta -. Schengen è un patto, se non funziona può essere tranquillamente derogato. E non è stato tolto definitivamente». Boldrini, davanti a lei, se la ride e la Tecce replica: «Scusi ma che noia le danno i controlli?». E si scatena la bagarre: «La minaccia non esiste, lo dicono i dati», «Ma questo lo dice lei. Il Viminale, di concerto con Palazzo Chigi, ha previsto un rafforzamento dei controlli perché a fronte di un afflusso di 72mila immigrati clandestini...». «Ma non sono andati in Spagna, non si sono mossi da lì!», «Non si sono mossi perché l’idolo progressista Sanchez li ha remigrati e rimandati in Marocco. Li ha rimandati a casa loro».




