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Vannacci, nessun boom per il generale. E ora i sondaggi frenano

di Tommaso Montesanomercoledì 30 settembre 2026
Vannacci, nessun boom per il generale. E ora i sondaggi frenano

3' di lettura

«Non è successo nulla di imprevisto. Per Futuro nazionale non c’è stato il boom, ma neanche un esito negativo. Roberto Vannacci, semmai, ha commesso un errore di comunicazione nel presentare l’appuntamento di Reggio Calabria come la “sua” Sassonia: ha creato un’aspettativa molto grande. In gergo noi parliamo di hype. Ecco, se fai un’affermazione simile mi aspetto un risultato fuori scala, che oggettivamente non c’è stato». Livio Gigliuto, presidente di Istituto Piepoli e Opinio, come tutti i suoi colleghi è alle prese con l’analisi del voto all’elezione suppletiva di Reggio Calabria per la Camera.
La prudenza, trattandosi di un voto locale con affluenza bassissima, è d’obbligo, ma qualche lezione dalle urne calabresi si può trarre. «Per Fn, il dato è più o meno allineato con l’attuale valore elettorale nazionale del nuovo partito». Ovvero, ultima rilevazione, il 7,5% delle intenzioni di voto. E qui, però, c’è la novità: «Per la prima volta assistiamo a un calo di mezzo di punto di Fn. Le prossime analisi ci diranno se si tratta di una stabilizzazione o dell’inizio di una flessione».

Tornando al voto in Calabria, Gigliuto invita anche a non sottovalutare, nel risultato della formazione di Vannacci, il ruolo giocato dal suo candidato, l’ex capogruppo di FI in consiglio regionale Domenico Giannetta: «Ha avuto il suo peso, mentre la prestazione di Vannacci è stata compatibile con l’andamento nazionale». Come dire, come fa brutalmente il collega Antonio Noto, fondatore di Noto Sondaggi, che a Reggio Calabria più che di «effetto Vannacci» per Fn si può parlare di «effetto Giannetta». «L’11% è una buona performance, ma lo stesso Vannacci si aspettava di più di quello che è riuscito a raccogliere. Non si aspettava di vincere, certo, ma di competere e fare bella figura e legittimarsi come partito a due cifre».

PARAGONE AZZARDATO
Obiettivi centrati a guardare i numeri, ma il retrogusto del voto calabrese per l’ex generale è amaro. «Vannacci stesso ha creato grande attenzione su questo voto», ricorda Gigliuto. Quel paragone con l’Afd in Sassonia-Anhalt è stato azzardato. «L’Afd “giocava” sulla crisi della Cdu e poi l’ha sfruttata. A Reggio Calabria quel contesto non c’era, non c’erano le condizioni per una sconfitta del centrodestra, che aveva vinto sia alle Comunali, sia alle Regionali», dice Gigliuto. Anche per Renato Mannheimer Vannacci è stato incauto: «Aveva parlato della sua Sassonia e sicuramente ha sbagliato, ma il 10% è un buon risultato. C’è indubbiamente vicinanza tra quello che ha preso e quello che gli viene dato».

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Guai, tuttavia, ad essere troppo precipitosi sulle possibili proiezioni su scala nazionale. Le variabili sono troppe, a partire dall’incertezza sulla legge elettorale con la quale si voterà il prossimo anno, ma non solo. «C’è una campagna elettorale da fare e ci sarà l’appello al voto utile», afferma Mannheimer. A questo proposito, Gigliuto ricorda quale sia il grado di fiducia di cui Giorgia Meloni gode tra gli elettori di Vannacci: «Tra il 60 e il 63%». Numeri che lasciano intendere come un eventuale appello della premier ai sostenitori del generale in caso di testa a testa col Campo largo abbia qualche possibilità di successo. «L’argomento del voto utile è sicuramente un limite all’espansione di Futuro nazionale», si limita a dire per adesso Gigliuto.

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Su X Lorenzo Pregliasco, fondatore di YouTrend, ha dato un giudizio in due tappe sul risultato del candidato di Vannacci. Prima sull’8% di cui era inizialmente accreditato Giannetta: «Non sarebbe un risultato esaltante per Vannacci: con affluenza bassissima, momentum mediatico e candidato di Forza Italia con ampio consenso personale credo che il generale sperasse in un dato molto più alto». Poi quando l’asticella si è fermata sul risultato a due cifre: «Dato finale 11%, dunque quadro leggermente più positivo per Vannacci, ma confermo l'analisi precedente». Traduzione: viste le condizioni di partenza, soprattutto l’attenzione mediatica provocata dallo stesso fondatore di Fn, non tutto è andato per il verso giusto.

PRIME CREPE
E poi c’è il rallentamento sui sondaggi nazionali. Anche Noto certifica una prima contrazione: «Adesso noi lo accreditiamo intorno al 7%, la settimana scorsa era all’8%». Ieri sera la tendenza è stata confermata dalla rilevazione di Only Numbers, di Alessandra Ghisleri, per Porta a Porta: Futuro nazionale rispetto al sondaggio del 14 settembre ha perso l’0,4%. Adesso è al 7%.