La storia dei fratelli Esposito all'Inter comincia con una telefonata e una risposta arrivata appena 24 ore dopo. Nel 2014 Salvatore, Sebastiano e Pio erano tre giovanissimi talenti del Brescia, ma il loro futuro sarebbe cambiato insieme. A ricostruire la vicenda è stata la Gazzetta, attraverso il racconto di Roberto La Florio, allora agente dei primi due: "Li feci vedere a tre o quattro squadre di Serie A, ma c’era sempre un ‘però’, così andai dall’Inter". Quel "però" fece la differenza. La Florio contattò Roberto Samaden, all'epoca responsabile del settore giovanile nerazzurro. La risposta fu rapidissima: "Samaden promise che gli avrebbe dato un’occhiata. Mi chiamò il giorno dopo per chiudere”.
Non servì una lunga trattativa. L'Inter decise di puntare su tutti e tre: Salvatore aveva 14 anni, Sebastiano 12, Pio appena 9. "Arrivarono tutti a zero", ricorda La Florio, raccontando anche come fu possibile trasferire a Milano l'intera famiglia, partita da Castellammare di Stabia e approdata prima a Brescia grazie all'intuizione dello scout Roberto Clerici.
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BURSA (TURCHIA)(ITALPRESS) – Dopo le polemiche torna il sereno sull’Italia. Gli azzurri battono la Turchia 4...Dietro quella scelta c'era però anche un'idea precisa: non separare i fratelli. "Con il supporto di Nike, brand con cui avevo ottimi rapporti per i giocatori che seguivo, trovammo la formula per portare tutta la famiglia all’Inter”. Il tempo avrebbe dato un significato ancora maggiore a quella decisione. Sebastiano è arrivato in prima squadra, Salvatore ha costruito la propria carriera altrove e Pio, oggi, è diventato uno dei nomi più interessanti del calcio italiano. La Florio li osserva ancora con orgoglio: "Seba e Pio rappresentano il futuro della Nazionale, specie quest’ultimo". Tutto partì da quel "però" pronunciato altrove e da un'Inter che, invece, decise di non lasciarsi sfuggire nessuno dei tre.




