Restiamo a Novi Ligure. Restiamo al Liceo Amaldi della città, di quasi 30mila abitanti, in provincia di Alessandria. Ieri vi abbiamo raccontato, a seguito della segnalazione su Instagram lanciata dal profilo “Se fossi un americano” di Luca Danieli, della “convocazione” a mezzo registro elettronico degli studenti - 1.200 dell’istituto - alla manifestazione, che si terrà sabato 10 ottobre ad Alessandria, “Sudario per Gaza”. In pratica il corteo con il dispiegamento di un telo, lungo 25 metri e largo 7,5 metri, con sopra incisi i nomi di 18.457 giovani (tra i 0 e i 17 anni) uccisi a Gaza tra il 2023 e il 2025 nel corso del conflitto israelo-palestinese.
Nella comunicazione si leggevano frasi come «più saremo più forte sarà il nostro messaggio di pace». E ancora «sulla base delle adesioni registrate saranno fornite alle interessate e agli interessati le indicazioni per il viaggio di andata e ritorno in treno ad Alessandria che l’istituto sta organizzando». Per concludere con il criptico «ps: È gradito abbigliamento nero». Chissà per fare cosa. Così l’affare si è ingrossato. L’Ufficio scolastico del Piemonte ha disposto «un’ispezione per accertare quanto accaduto e verificare l’eventuale utilizzo improprio di uno strumento istituzionale della scuola per convocare gli studenti a manifestazioni».
A questo punto Michele Maranzana, dirigente del Liceo Amaldi, ha provato a mettere un pezza. Ma la toppa è peggio del buco. La manifestazione? «È un’iniziativa promossa in autonomia» da associazioni «a carattere del tutto apartitico». Sul viaggio? Ci sarebbe stata «un’imprecisione redazionale del testo.
Si trattava esclusivamente di un informale servizio di coordinamento e accompagnamento logistico offerto da alcuni docenti» per gli studenti. L’iniziativa? «Non ha mai configurato un’uscita didattica o una gita scolastica ufficiale», ha detto alle colonne di Radio Gold. E la sinistra è corsa in suo soccorso.
Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs, parla di «clima asfissiante». Aggiungendo che «i docenti hanno paura di qualsiasi progetto e preferiscono evitare qualsiasi argomento delicato per paura delle ispezioni e delle missive di un ministro che si comporta come un custode dell’ortodossia». Federico Fornaro, parlamentare del Pd, dice che «la manifestazione in programma, in orario extra scolastico, con l’esposizione del “Sudario per Gaza” è promossa da una rete di associazioni della società civile e nessun studente è stato coartato alla partecipazione. La classica tempesta in un bicchier d’acqua, su cui la destra prova a speculare».
Così abbiamo interpellato direttamente il Ministro Valditara per farci dare la visione del suo dicastero. «Una parte della sinistra non sembra avere un sincero senso della legalità. Se si fosse usato il registro elettronico per convocare manifestazioni politiche sarebbe un fatto grave. Difenderlo dimostra totale immaturità istituzionale. Non so cosa sia accaduto, gli ispettori accerteranno il tutto, ma sul registro devono essere date solo comuniL’articolo di “Libero” apparso sull’edizione cartacea di ieri. A sinistra il ministro Giuseppe Valditara cazioni ufficiali riguardanti il mondo della scuola. L’uso improprio, per fini privati, di uno strumento pubblico non può essere tollerato». Il Ministro prosegue: «Non è nemmeno accettabile l’indottrinamento, a scuola non si può parlare con una voce unica. Agli studenti devono essere forniti gli strumenti per sviluppare lo spirito critico, occorre offrire una visione pluralistica dei fatti, non verità indiscutibili e faziose. La scuola democratica non indottrina. Sono i totalitarismi a usare gli studenti per imporre la propria verità».
Rossano Sasso, deputato di Fn, punta il dito sul registro elettronico «che è uno strumento ufficiale di comunicazione coi genitori degli studenti. Qui c’è dolo non negligenza da parte di un insegnante o del dirigente scolastico. Perché se usi la funzione rispondi, per invitare a una manifestazione politica, chiedi un intervento diretto e così sparisce l’autonomia scolastica». Continua. «Basta usare la cattedra come un palco. Dalle associazioni Lgbt all’Anpi è entrato di tutto nella scuola. E i genitori temono ripercussioni. Gli insegnati devono stimolare il giudizio critico nei giovani». Infine torna al Liceo Amaldi. «La persona che ha dato la comunicazione deve essere identificata e sanzionata».
Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ha applaudito «l’ispezione disposta» al liceo di Novi Ligure. «Non possiamo accettare che i nostri istituti diventino terreno fertile per chi pensa di poter usare un tema sensibile come questo per fare propaganda politica tra le nuove generazioni. La scuola educa, forma coscienze ma non può giustificare alcun tentativo di trasformare la libertà di insegnamento in libertà di diffondere il pensiero unico». Un argine a un modello di scuola che non sia più prateria per i pruriti dell’antifascismo militante.




