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Ecco chi sono gli incendiari da 10.000 euro al mese

di Alessandro Sallustidomenica 11 ottobre 2026
Ecco chi sono gli incendiari da 10.000 euro al mese

2' di lettura

Le opposizioni soffiano sul fuoco delle rivolte di piazza in Spagna (per la casa) e in Francia (per la scuola) sperando che qualche tizzone arrivi anche a incendiare l’Italia. Qualcosa qui e là accade, ma parliamo dei soliti professionisti della rivolta (centri sociali e affini che le case le occupano e le aule non le frequentano) che da buoni mercenari si mettono al servizio di qualsiasi causa (Palestina e caro benzina pari sono) per fare casino e quindi esistere. Non uno, dicasi uno, di quei ragazzotti sbandati e violenti ha a che fare con i problemi di cui si discute. Non vorrei essere smentito domani mattina, ma allo stato in Italia evidentemente non c’è una emergenza sociale tale da giustificare una mobilitazione delle masse, il che non significa che non ci siano sacche di ingiustizie sociali che meritano rispetto e possibilmente aiuto.

Parlavo di questo l’altra sera in tv in un parterre di politici e colleghi che invece sostenevano il contrario, che l’Italia a guida meloniana ha già oltrepassato il baratro e sta precipitando. Mentre questi narravano di rovine e catastrofi riflettevo che nessuno dei presenti guadagnava meno di diecimila euro netti al mese, che le loro abbronzature, seppur sbiadite, raccontano di un’estate non di stenti e rinunce, insomma mi sono sembrati buoni testimonial di un’Italia che sia pure tra mille problemi è comunque in discreta salute e che quindi non sente il bisogno di rivoltarsi platealmente e spontaneamente contro il governo, che a differenza di Spagna e Francia non è di sinistra bensì di destra.

Al punto che la coalizione che lo sostiene, al netto di travasi interni e new entry, dopo ben quattro anni di lavoro gode nei sondaggi dello stesso gradimento elettorale. Sono ottimista sì, e scommetto che chi spera in un autunno caldo dovrà accontentarsi del caldo climatico.