La sinistra si sta mobilitando per presentare alla Corte di Cassazione ricorsi contro la legge elettorale. In prima linea a battere la gran cassa c’è Marisa Laurito, professione cabarettista sulla cui verve napoletana non si discute. Ma cosa c’entra la legge elettorale con “Il babà è una cosa seria”, canzone che la soubrette portò al Festival di Sanremo (subito eliminata) nel 1989? L’unico link che ci viene in mente è quello culinario: «La legge elettorale – ha infatti detto la neo costituzionalista – se fosse una ricetta sarebbe un fegato alla veneta senza la retina, che a me fa un un po’ schifo così figuriamoci senza rete».
Fantastico, ogni destra del resto ha la sua artista antagonista auto riciclata esperta di. In America quella che sta andando per la maggiore contro Trump è l’ottuagenaria Susan Sarandon che almeno può vantare cinque nomination agli Oscar e una Statuetta. Noi dobbiamo accontentarci di Marisona, eliminata al primo giro di rumba a Ballando con le Stelle.
Il caso Laurito non è una novità. A massacrare gli ebrei (e la destra) la sinistra ha messo in campo un esperto non di babà bensì di Gabibbo, veline e showgirl (meglio se gieffine), il comico Enzino Iacchetti in avanzato stato di alterazione da frustrazione per perdita di ruolo dopo la chiusura di Striscia la notizia. E poi c’è il ministero degli Esteri presidiato da un’altra comica, Luciana Littizzetto in amorosa corrispondenza con il premier spagnolo Sànchez che tra un disastro umanitario e una crisi di governo ha trovato il tempo di declinare il suo invito, fatto in diretta tv da Fazio, a occuparsi della sinistra italiana. Alla sinistra mancano leader e programma, ma in quanto a compagnia della commedia dell’arte è davvero insuperabile.




