Libero logo

Schlein-Conte, raffreddori e orari diversi: un pesante sospetto

di Roberto Tortoragiovedì 15 ottobre 2026
Schlein-Conte, raffreddori e orari diversi: un pesante sospetto

2' di lettura

Un malanno di stagione rischia di tramutarsi in un malessere elettorale e contagiare un campo largo già traballante. Galeotto, infatti, fu il raffreddore che si è messo in mezzo tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Entrambi sembrano aver trovato il rimedio migliore per non trasmettersi eventuali virus: tenersi a distanza. Agli eventi pubblici ci sono entrambi, ma guai a incrociarsi. Saluti, fotografie e interviste rigorosamente separati. Una coreografia che, come racconta il Corriere, accompagna ormai le apparizioni dei due leader.

Meloni, chi sono i senatori del Pd che l'hanno applaudita in aula: il caso politico che travolge Schlein

Tra Giorgia Meloni e le opposizioni, nella intensa giornata tra Senato e Camera, non sono mancati momenti di scontro asp...

Alla festa del Manifesto, Schlein giura di essere già sotto Tachipirina, mentre Conte denuncia un'influenza conclamata. Il presidente del Movimento 5 Stelle si offre persino di abbracciare Nino Luca, inviato del Corriere, pur di evitare contatti con la segretaria dem. E così, tra fotografi da dribblare e agende da sincronizzare, la coalizione procede a distanza di sicurezza. Il copione si ripete davanti agli universitari che protestano contro gli affitti alla prima cinematografica con Susan Sarandon, al Festival Rumore di Fanpage e alla Festa del Foglio. Uno arriva, l'altra se n'è appena andata. Quando invece si ritrovano entrambi a Legacoop, uno guarda a est e l'altra a ovest.

Schlein attacca Meloni: "Cosa sta a fare lì", come prova a coprire lo sprofondo Pd

"Presidente Meloni, ma se è sempre colpa di qualcun altro, lei cosa sta lì a fare se non è gra...

Persino l'offerta scherzosa di una saletta per parlare viene ignorata. Altro che alleanza. Il problema, naturalmente, non è il raffreddore. È la politica. Sull'Ucraina Conte punta sul pacifismo senza condizioni, mentre Schlein rivendica il modello delle primarie, convinta che chi vince debba comandare. I democratici scommettono sulla sua vittoria nella sfida interna, ma temono che possa perdere quella elettorale. Eppure, quando serve, i due sanno anche abbracciarsi. È successo alle manifestazioni del M5S e del Pd, a Cagliari per la vittoria di Alessandra Todde e durante un aperitivo a Campobasso. Poi, puntualmente, tornano le tensioni. Conte ha detto che gli viene l'orticaria a sentir parlare di Campo largo. Schlein ha avvertito: “Se mi vedete cambiare idea sulla base dei sondaggi, fermatemi, e smetto di fare politica”. Lui ha replicato: “Non facciamo parte di nessuna ditta, se qualcuno avverte una lesa maestà lo rispediamo al mittente”. Insomma, più che una coalizione, un'altalena. E quando arriverà il voto, evitare di incontrarsi non basterà più e nemmeno soffiarsi il naso allevierà le pene di un raffreddore elettorale.