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FONDAZIONE ROCHE

40 anni di Ssn - Diritti al Futuro
"Sostegno del principio di equità"

A Milano torna il ciclo di appuntamenti promossi dalla Fondazione Roche. Il terzo appuntamento per ricordare la conquista di un Servizio sanitario pubblico, equo ed universalistico

15 Luglio 2018

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40 anni di Ssn - Diritti al Futuro "Sostegno del principio di equità"

Dopo la prima tappa romana dedicata all’Universalismo, approda a Milano in Sala Buzzati del Corriere della sera il ciclo di incontri '40 anni di Ssn – Diritti al Futuro' promossi da Fondazione Roche per fare una riflessione sui principi alla base di una Legge (n. 833 del 1978) che ha rappresentato un cambiamento epocale verso una nuova concezione di salute. Questa volta il dibattito si è incdntrato sul tema dell’Equità, un principio che nel corso degli anni ha assunto un significato profondamente diverso rispetto alle sue intenzioni originali, abbandonando la sua valenza economica e abbracciandone una più sociale. “Il crescente aumento della spesa sanitaria, da un lato, e la complessità dei servizi da erogare dall’altro, inclusi quelli a carattere socio-assistenziale, rendono maggiormente necessaria l’integrazione di una serie di attività da parte della società civile - spiega Mariapia Garavaglia, presidente della Fondazione Roche – Il principio di Equità assume oggi un significato più evoluto, che risponde con maggiore puntualità alle attese espresse dai promotori di questa Legge 40 anni fa, che hanno previsto la complementarietà di iniziative socio-sanitarie ed assistenziali del volontariato e dell’impresa accreditata e convenzionata, che, oggi, con la legge del 'terzo settore', esprimono con più chiarezza il loro ruolo di grande valore sociale”.

Alla luce di questi cambiamenti e nella presente stagione di incertezza politica e di crescenti problematiche di sostenibilità, il principio di Equità si è trasformato al punto di dare vita ad un nuovo concetto, quello della complementarietà. “Le problematiche legate alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, anche a fronte di nuove realtà sociali presenti sul nostro territorio e dell'esigenza di garantire al paziente un'assistenza che includa anche la prossimità con i familiari, ci impongono di attualizzare il concetto di 'equità', favorendo una riflessione sui nuovi bisogni dei cittadini e favorire sinergie tra privato sociale, ospedali e istituzioni - interviene Fausto Massimino, direttore generale della Fondazione Roche - Promuovere oggi un dibattito costruttivo su questi temi significa contribuire a garantire che il nostro 'sistema salute' continui a vivere nei decenni a venire, fornendo servizi e assistenza tra i migliori al mondo”. Protagonista di questo appuntamento sarà il 'terzo settore', che negli ultimi anni è stato spesso in grado di garantire quei servizi che oggi il Servizio sanitario nazionale ha difficoltà ad erogare, soprattutto nel fronteggiare fenomeni crescenti come quello della migrazione, della povertà sanitaria e dell’assistenza agli stranieri.

Secondo i dati pubblicati nella ricerca 'Migrare per curarsi' (Censis), in Italia la migrazione sanitaria interregionale riguarda direttamente e indirettamente circa 1.400.000 cittadini, malati con situazioni di disagio e drammaticità. Il primo disagio per un malato costretto a curarsi lontano da casa è relativo alle spese di vitto e alloggio, che mettono a dura prova la stabilità economica ed emotiva di persone già in stato di fragilità a causa della malattia. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le associazioni nate per offrire assistenza e alloggio a chi è in difficoltà, come CasAmicaOnlus, che è intervenuta alla serata. Questa associazione, tra le prime nate a questo scopo oltre 30 anni fa, ha accolto negli anni più di 70 mila migranti sanitari e nelle quattro case di accoglienza attive arriva ad offrire 186 posti letto con un tasso medio di occupazione che si attesta al 90 per cento.

Al problema della migrazione sanitaria si aggiunge il tema dell’accesso alle cure per la popolazione in condizione di 'povertà sanitaria'. I dati recentemente presentati dall’Osservatorio Donazione Farmaci della Fondazione Banco Farmaceutico, anch’essa parte del dibattito a Milano, parlano di oltre 580 mila persone che si sono rivolte a enti caritativi (1.800) capaci di far fronte a esigenze sanitarie e farmaceutiche. Le stime infatti rilevano che in Italia per ragioni economiche quasi 1 persona su 2 (45 per cento) si vede costretta a rinunciare ad acquistare farmaci e oltre 13 milioni di italiani limitano il numero di visite mediche o esami di accertamento. È in questo scenario che realtà come la Fondazione Banco Farmaceutico rappresentano l’ultima reale rete di protezione sociale donando in un anno medicinali a più di 1.768 enti convenzionati in tutta Italia e aiutando 535 mila poveri. Numeri importanti, in assoluto, ma ancora distanti dal rispondere a quella che, ormai, si può definire un’emergenza permanente.

Non da ultimo, il diritto alla salute può essere men che meno negato agli indigenti, ai senzatetto o alle migliaia di immigrati che raggiungono il nostro Paese in condizioni terribili. A loro un’altra realtà del mondo nonprofit dedica tutto il suo impegno: suor Annamaria Villa, responsabile Ambulatorio Opera San Francesco, racconta i numeri impressionanti delle prestazioni ambulatoriali erogate nel 2017 soprattutto a coloro che non hanno titolo per accedere ai servizi sanitari pubblici. Con 34.440 prestazioni ambulatoriali e 148 visite medie al giorno, l’Opera San Francesco è riuscita ad aiutare quasi 9.500 persone. Numeri alla mano, appare evidente che siamo di fronte a un periodo di enorme cambiamento sociale e a questioni socio-politiche ed etiche non più procrastinabili. Le sfide legate alla sostenibilità e all’accesso indiscriminato dei servizi sanitari aprono la strada a numerosi interrogativi relativi al terzo principio fondante della Legge 833, ovvero l’Uguaglianza, che sarà oggetto di dibattito del prossimo incontro promosso da Fondazione Roche. (EUGENIA SERMONTI)

Tutte le informazioni su Fondazione Roche, sono disponibili su: www.fondazioneroche.it

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