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TRATTAMENTI COSMETICI

Cellule staminali ‘green’
per la bellezza della pelle

Il professor Leonardo Celleno (nella foto) presidente Aideco ci spiega come vengono impiegati gli estratti di cellule staminali vegetali nella cosmesi e ci aiuta a distinguere tra realtà e falsi miti

30 Luglio 2018

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Professor Leonardo Celleno, presidente Aideco

Professor Leonardo Celleno, presidente Aideco

Grazie allo studio di un gruppo di ricercatori svizzeri, anni fa si è scoperto che gli estratti delle cellule staminali di una rara varietà di mela svizzera sono in grado di interagire con le cellule della cute e del follicolo pilifero, aumentandone la durata di vita e migliorandone la capacità rigenerativa, riuscendo così a rallentare il processo di invecchiamento fisiologico della cute e dei capelli. Dai risultati dello studio è inoltre emerso che gli estratti ottenuti dalle cellule staminali della mela svizzera combattono la formazione di radicali liberi, dimostrando quindi anche un’azione antiossidante. Proprio negli ultimi anni si è parlato spesso dell’utilizzo di cellule staminali in cosmetica, soprattutto per quanto riguarda i prodotti antiaging. Le staminali green aiutano a stimolare i fibroblasti, ad incrementare la produzione di queste componenti, a difendere le cellule dai danni indotti dalle radiazione ultraviolette e contrastare l’azione dei radicali liberi, contribuendo così a rallentare il crono ed il fotoinvecchiamento. Il professor Leonardo Celleno, dermatologo e presidente dell’Associazione italiana dermatologia e cosmetologia (Aideco) spiega verità e falsi miti sull’argomento. “La normativa di settore vieta l’impiego di cellule staminali umane nei cosmetici. L’interesse, quindi, si è subito spostato sulle cellule staminali vegetali – ha detto Celleno – queste ultime, contrariamente a quelle umani e in generale animali, sono più versatili ed hanno la possibilità di moltiplicarsi all’infinito, creando costantemente nuove cellule specializzate e non specializzate, in grado di riparare i tessuti danneggiati e riprodurre una pianta identica all’originale, ovvero totipotenti”.

Cosa sono le cellule staminali?

“Sono le cellule primitive da cui avranno origine tutte le altre, e sono dotate della capacità di moltiplicarsi velocemente per dare origine o a copie di se stesse oppure a cellule specializzate di vari organi o tessuti, come nel mondo animale ad esempio muscolari, epatiche, renali o del sangue. Le cellule staminali dunque, grazie al processo sopra descritto denominato 'differenziamento cellulare', sono dunque in grado di sostituire le ‘vecchie’ quando queste non sono più funzionali o muoiono, riparando tessuti o strutture malati o danneggiati”.

Da quale altre piante o frutti, oltre la mela, è possibile ricavare le cellule staminali vegetali?

“La scoperta fatta dagli scienziati svizzeri ha infatti dato il via ad ulteriori ricerche che hanno evidenziato l’effetto positivo di estratti di cellule staminali ricavate da altre piante o frutti, come ad esempio la stella alpina (Leontopodium alpinum), l’albero delle farfalle (Buddlejadavidii) ricco di verbacoside, un potente antiossidante e foto-protettivo, ed ancora il mirtillo (Vaccinium myrtillus), la fragola (Fragaria) e le bacche di lampone (Rubusidaeus), contenenti antociani, antiossidanti notevolmente potenti ad attività anti-infiammatoria”.

Qual è il rapporto tra cellule staminali e cosmetici?

È opportuno precisare che l’ingrediente cosmetico utilizzato nel prodotto finito, non è la cellula staminale per intero bensì i suoi estratti, concentrati in sostanze come ad esempio vitamine, amminoacidi, lipidi, minerali, da cui si ottengono principi funzionali in grado di collaborare direttamente con le altre cellule, di intervenire su quei processi fisiologici che con il tempo ne rallentano l’attività”.

Cellule staminali sì o no?

 “L’opinione pubblica su questo argomento è divisa: da un lato vi è un forte entusiasmo, dall’altro un altrettanto forte scetticismo, dovuto al fatto che gli effetti straordinari vantati dalle pubblicità non sono supportati da studi scientifici validi e significativi e per questo non reputati attendibili per giustificarne appieno l’efficacia cosmetica. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: sicuramente l’impiego di queste sostanze rappresenta un valido aiuto per cercare di mantenere la pelle giovane il più possibile, senza dimenticare però che il cosmetico, come enunciato nella sua definizione, non è un elisir miracoloso, ma uno strumento che può contribuire a mantenere in buono stato la pelle ed i suoi annessi”. (MATILDE SCUDERI)

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