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FERTILITÀ

'Non è mai troppo tardi'
con i giusti accorgimenti

Mentre è in corso l’8th International Ivirmacongress sulla medicina riproduttiva, la dottoressa Daniela Galliano, direttrice del centro di fertilità IVI di Roma, ci parla di fecondazione eterologa e preservazione della fertilità

5 Aprile 2019

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Daniela Galliano

Daniela Galliano

Arriva da Palma di Mallorca, dove è in corso il più grande congresso organizzato da privati in tema riproduzione assistita - l'8th International Ivirma congress sulla medicina riproduttiva, un congresso biennale nel quale si sono incontrati più di 1.600 specialisti di 71 Paesi - un importante aggiornamento sullo stato della medicina riproduttiva in Italia. Tra gli latri temi affrontati del congresso l’obesità come fattore ostativo alla gravidanza e più in generale il ruolo del metabolismo nella riproduzione, il fattore ‘maschile’ nel concepimento, lo studio delle vescicole extracellulari come elemento di indagine per migliorare la selezione degli embrioni in modo non invasivo  - cioè senza biopsia - e l’edizione genetica degli embrioni, tecnica che permette di sostituire le parti danneggiate del Dna che possono portare malattie ereditarie, con parti sane. Così, analizzando le cellule dell’embrione prima che venga trasferito nell’utero materno, è possibile scoprire e perfino correggere queste alterazioni, aumentando le probabilità di gravidanza di un bambino sano.

I progressi scientifici nell’ambito della riproduzione assistita sono enormi, ma nel nostro Paese siamo in grado di recepirli appieno? Ce ne parla Daniela Galliano, ginecologa e direttrice del centro di fertilità IVIdi Roma.

In Italia come ci si pone di fronte al tema fertilità e della fecondazione eterologa?

Ancora oggi purtroppo ci sono grandi tabù, che arrivano a condizionare le coppie dal punto di vista psicologico: l’infertilità è in aumento, l’età media della prima gravidanza è sempre più avanzata per diversi motivi e, conseguentemente, sempre più coppie ricorrono agli specialisti per concepire un bambino. Il problema risiede nel fatto che vi ricorrono tardi, proprio per i condizionamenti di cui sopra. È dunque importante avere la possibilità avere figli anche con la donazione eterologa,altrimenti una coppia di aspiranti genitori sarebbe costretta ad andare in altri Paesi per poter pensare ad una gravidanza. Ma in Italia purtroppo rimane un grande ostacolo.

Cioè?

Pur essendo caduto il divieto della donazione di ovuli, non ci sono abbastanza donatrici e questo per colpa di una ‘assurdità’ legislativa: in Italia è infatti vietato non solo il compenso economico, ma anche il rimborso spese per la donatrice, che conseguentemente non può recuperare quanto speso per sottoporsi agli esami necessari per la donazione. Purtroppo è anche una questione di mentalità, si parla ancora molto poco di donazione eterologa e c’è molta disinformazione sulle tecniche di fecondazione assistita. Ma al contempo c’è grande disinformazione anche sulla preservazione della fertilità. Quindi le donne si trovano a non aver preso le provvedimenti per tempo - perché non sanno di averne la possibilità – ma hanno difficoltà a concepire un figlio con la fecondazione eterologa.

In cosa consiste la preservazione della fertilità?

Tra le variabili che condizionano il buon esito del concepimento di un figlio c’è senza dubbio l’età della madre. La fertilità infatti diminuisce con l’età della donna e parallelamente aumenta il rischio di avere embrioni con delle importanti alterazioni cromosomiche. Ma oggi non sempre il momento più opportuno dal punto di vista biologico per avere dei bambini coincide con il momento più opportuno dal punto di vista personale e lavorativo. Sarebbe quindi importante diffondere la conoscenza delle tecniche di congelamento degli ovociti, una scelta che una donna può fare in giovane età per avere – se lo vorrà – una gravidanza sicura più avanti nel tempo.

Quali sono queste tecniche?

Si possono congelare sia gli ovociti che il tessuto ovarico. Risultati qualitativamente eccellenti possono essere raggiunti con la vitrificazione, tecnica che consiste nel  far passare gli ovociti dalla temperatura ambiente a -196o, la temperatura dell’idrogeno liquido. Questo fa sì che nelle cellule non si formino cristalli di ghiaccio, quindi quando si andrà a desvitrificare si avrà la stessa qualità di cellule che si aveva quando sono state prelevate anni prima. Si tratta di una tecnica che ha rivoluzionato il mondo della medicina, poiché è  molto facile da realizzare: con una settimana stimolazione ovarica -bisogna infatti produrre più follicoli ovarici, mentre fisiologicamente se ne produce uno ogni ciclo mestruale - e poi un piccolissimo intervento di prelievo, si può efficacemente preservare nel tempo la propria fertilità. (MATILDE SCUDERI)

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