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OCULISTICA

“Eccoli i rischi del ‘fai da te’
nell’uso di lenti progressive”

L’incontro con la stampa organizzato da B2Eyes-Fabiano Group Editore (FGE) con la collaborazione scientifica della Società Oftalmologica Italiana occasione per fare il punto su vantaggi e rischi per l’occhio

19 Giugno 2019

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“Eccoli i rischi del ‘fai da te’ nell’uso di lenti progressive”

Oggi la moderna tecnologia ottica mette a disposizione soluzioni che permettono una visione nitida da tutte le distanze. Le lenti progressive sfruttano il cambio di curvatura e consentono di vedere bene evitando l’utilizzo di più occhiali per attività di diverso tipo come lettura, sport, guida dell’auto, lavoro d’ufficio, ecc. Il mercato dell’ottica ha avuto uno sviluppo notevole dal 1959 quando è stata introdotta la prima lente progressiva. I modelli più semplici di lenti per la correzione della presbiopia sono le monofocali: adatte per una visione fissa alla distanza media di lettura di circa 40 centimetri, non consentono di vedere nitidamente gli oggetti oltre questa distanza. Non sono dunque la soluzione ideale per chi lavora al computer, in quanto non risolvono il problema della messa a fuoco della tastiera, del monitor e dell’ambiente circostante. Negli ultimi anni si è diffuso sempre di più l’uso dell’occhiale ‘premontato’, dispositivo ottico fai da te che rappresenta per molti una soluzione facile da acquistare ma che va considerata provvisoria o di emergenza perché non garantisce il benessere degli occhi e del corpo in generale.

Oggi si stima che siano circa 5 milioni gli occhiali di questa tipologia venduti ogni anno in Italia. Un occhiale di tipo ‘premontato’ permette la messa a fuoco di un solo piano focale, quello per la lettura a 40 centimetri e, se utilizzato per vedere da più distanze, può indurre a posture scorrette che possono a loro volta generare altri disturbi come mal di schiena e mal di testa. Nella pratica comune lo sguardo si sposta dai 20 agli 80 centimetri mentre stiamo lavorando, rapidamente e senza che ce ne rendiamo conto. L’occhiale premontato obbliga dunque l’occhio ad uno sforzo di adattamento innaturale, esasperato proprio dall’uso delle lenti che sono efficaci solo a una distanza precisa. Se si trascura o si corregge in modo superficiale e non personalizzato la distanza interpupillare ne può conseguire un impegno eccessivo, non compensato, della vista che comporta segni di stanchezza come rossore o bruciore oculare. Un’alternativa sono le lenti bifocali e trifocali: queste consentono una visione nitida a più distanze ma portano con sé il limite del fastidioso salto di immagine della visione da vicino e intermedio. Limite che viene superato con le lenti progressive grazie alle quali si annullano interruzioni di continuità visiva. Su queste lenti possono essere abbinati trattamenti antiriflesso, antigraffio, anti-appannamento, con protezione UV e luce blu per convivere con la presbiopia nel massimo comfort.

“Le lenti progressive possono essere costruite su misura del portatore. Non mi riferisco solo alla correzione ottica, ma a tutta una serie di parametri misurati sul portatore che includono per esempio i dati biometrici e la montatura scelta - afferma Paolo Pettazzoni, vicepresidente dell’Associazione nazionale fabbricanti di articoli ottici (Anfao) – Proprio questa possibilità di personalizzazione individuale permette di minimizzare eventuali fastidi dovuti alle leggi della fisica, consentendo dunque una visione confortevole da qualunque punto di vista”. Tra le tecnologie più innovative sul mercato delle lenti progressive, la tecnologia Free Form è caratterizzata da una lavorazione delle superfici della lente punto a punto che permette una totale personalizzazione della stessa. Inoltre, l’alto contenuto tecnologico e di innovazione e la scelta del disegno aiutano a collocare gli astigmatismi indesiderati nelle zone meno utilizzate della lente, riducendo al minimo i tempi di adattamento e risultando da subito estremamente confortevoli. Una lente progressiva individuale è una lente costruita ‘su misura’ in base a parametri specifici del portatore, dalla distanza interpupillare all’altezza di montaggio alla distanza di visione prossimale, e così via, per ottenere la migliore acuità visiva.

“Nel nostro Paese il livello di penetrazione, inteso come il numero di lenti progressive vendute in rapporto al totale, è intorno al 20 per cento. La Francia per esempio è sopra il 40 per cento. Come interpretare questo dato? In Italia si utilizzano soluzioni troppo semplici e anche un po’ antiche rispetto alla tecnologia attuale. Oggi con le lenti progressive ci si dimentica di essere presbiti”, conclude Marco Procacciante, Ad di Vision Group. (STEFANO SERMONTI)

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