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Ok del Chmp su trattamenti
per 'asma grave eosinofilico'

Parere positivo per aggiungere l’opzione di auto-somministrazione per benralizumab e per un nuovo metodo di somministrazione attraverso un dispositivo auto-iniettore, pre-riempito e monouso, sulla base degli studi Gregale, Greco e Ames

2 Luglio 2019

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Ok del Chmp su trattamenti per 'asma grave eosinofilico'

Arriva il parere positivo del Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia Europea dei medicinali (Ema) per aggiungere l’opzione di auto-somministrazione per benralizumab ed ha dato parere positivo per un nuovo metodo di somministrazione attraverso un dispositivo auto-iniettore, pre-riempito e monouso (la penna benralizumab). Ad annunciarlo è AstraZeneca. L’opinione del Chmp può essere resa effettiva senza il bisogno della decisione della Commissione Europea grazie alla natura della variazione di tipo II dell’indicazione. Il parere positivo per l’auto-somministrazione e per il nuovo dispositivo auto-iniettore si basa sugli studi di Fase III Gregale e Greco, e sullo studio di Fase I Ames. I dati sulla sicurezza e sulla tollerabilità di benralizumab emersi in questi studi si sono dimostrati coerenti con il profilo già noto del farmaco.

“Benralizumab è l’unico farmaco biologico per il trattamento dell’asma grave eosinofilico che può essere somministrato ogni otto settimane dopo l’iniziale periodo di dose di carico. Il parere positivo dell’CHMP evidenzia quanto AstraZeneca sia vicina alle esigenze dei pazienti asmaticimettendo a disposizione benralizumab attraverso la modalità di auto-somministrazione – ha commentato Pierachille Santus, professore di Malattie Respiratorie all’Università degli Studi di Milano e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pneumologia dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano - La nostra speranza è che il nuovo dispositivo di auto-somministrazione accanto alla nuova modalità d’uso di benralizumab possano giocare un importante ruolo nel miglioramento della qualità di vita e nel rendere il trattamento biologico accessibile a molti più pazienti affetti da asma grave eosinofilica; nello stesso tempo, i clinici saranno facilitati nell’implementazione dell’aderenza e compliance al trattamento, perseguendo ancor di più la personalizzazione della terapia”.

Gregale è uno studio clinico di Fase III, multicentrico, in aperto e della durata di 4 settimane, progettato per valutare la funzionalità, l’affidabilità e le prestazioni della dose di 30mg di benralizumab, somministrato per via sottocutanea ogni quattro settimane fino alla settimana 16, con siringa pre-riempita, in clinica o a domicilio, in 120 adulti affetti da asma grave non controllata.1 Alla settimana 12 (98 per cento) e alla settimana 16 (99 per cento) la maggioranza dei pazienti e dei caregivers ha somministrato con successo benralizumab a domicilio usando la siringa pre-riempita. La maggior parte delle siringhe preriempite restituite (99 per cento), usate per la somministrazione a domicilio, alla settimana 12 e alla settimana 16 erano considerate funzionali.

Greco è uno studio clinico di Fase III, multicentrico, in aperto, della durata di 28 settimane, progettato per valutare la funzionalità, le prestazioni e l’affidabilità riscontrate dal paziente – o dal caregiver – del dispositivo di auto-iniezione pre-riempito a dose fissa di 30 mg di benralizumab iniettato per via sottocutanea, in clinica e a domicilio, ogni quattro settimane, in 120 adulti affetti da asma grave e incontrollata.2 La maggior parte (97 per cento) delle somministrazioni a domicilio da parte di pazienti o caregiver ha avuto successo alla settimana 12 e alla settimana 16 e quasi tutti (96%) i dispositivi auto-iniettori pre-riempiti usati per somministrare a domicilio benralizumab, sono stati valutati come efficienti alla settimana 12 e alla settimana 16. La maggioranza (97 per cento) delle somministrazioni a domicilio effettuate da pazienti o da caregivers ha avuto successo alla settimana 12 e alla settimana 16. Quasi tutti i dispositivi (96 per cento) di IA restituiti, utilizzati per somministrare benralizumab a domicilio, sono stati valutati alla settimana 12 e alla settimana 16 come efficienti.

Ames è uno studio di Fase I multicentrico, randomizzato, in aperto, a gruppi paralleli e in soggetti sani, progettato per confrontare l'esposizione farmacocinetica (Pk) successiva a somministrazione singola di 30 mg di benralizumab mediante siringa pre-riempita o dispositivi auto-iniettori pre-riempiti.3 L'esposizione PK di benralizumab si è dimostrata essere paragonabile alla successiva somministrazione sottocutanea mediante siringa pre-riempita oppure tramite l’utilizzo di un dispositivo auto-iniettore pre-riempito. Nei pazienti appartenenti a entrambi i gruppi di utilizzo dei dispositivi, gli eosinofili sono stati rapidamente esauriti. In tutti e tre gli studi il profilo di sicurezza era simile a quello emerso negli studi precedenti, senza alcuna risultanza di sicurezza nuova o imprevista1,2,3. Gli eventi avversi più comuni osservati in ciascuna prova sono stati: per quanto riguarda lo studio Greco - infezione virale del tratto respiratorio superiore, asma, infezione del tratto respiratorio superiore, mal di testa; relativamente allo studio Gregale - rinofaringite, infezione del tratto respiratorio superiore, mal di testa, sinusite; per quanto riguarda lo studio Ames - nasofaringite, mal di testa, dolore orofaringeo.

Benralizumab è un anticorpo monoclonale che si lega direttamente al recettore α dell’IL-5 sugli eosinofili e attrae le cellule natural killer per indurre una riduzione rapida e quasi completa degli eosinofili tramite apoptosi (morte cellulare programmata). Benralizumab è il primo farmaco biologico dell’area respiratoria di AstraZeneca, ora approvato come trattamento di mantenimento aggiuntivo per l’asma grave eosinofila in Europa, Stati Uniti, Giappone e diversi altri Paesi e sotto esame regolatorio in altre giurisdizioni. Benralizumab è attualmente in studio anche per la poliposi nasale grave. Nel novembre 2018 la US Fda ha concesso a benralizumab la Designazione di Farmaco Orfano per il trattamento della granulomatosi eosinofilica con poliangioite (Egpa) e nel febbraio 2019 quella per il trattamento della sindrome ipereosinofila (Hes). (ANNA CAPASSO)

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