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RICORDO COMMOSSO

Già un anno dalla scomparsa
del professor Franco Mandelli

Tutta l’associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma (Ail) e i malati ematologici ricordano con affetto e riconoscenza il grande ematologo italiano. Le parole del presidente Sergio Amadori

17 Luglio 2019

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Franco Mandelli

Franco Mandelli

Inconfondibile il suo sorriso, indimenticabile la sua tenacia, la sua capacità di trovare una parola per tutti i suoi pazienti. Il 15 luglio 2018, esattamente un anno fa di domenica, si spegneva a 87 anni il professor Franco Mandelli. Il volto umano della medicina, il padre dell’ematologia italiana. Tutta l’Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma (Ail), i suoi volontari, i pazienti, gli ematologi e i ricercatori ricordano oggi con grande affetto e tanta nostalgia, la figura del professor Franco Mandelli. Una vita, la sua, passata a combattere instancabilmente contro la leucemia e gli altri tumori del sangue. “Il professor Mandelli è stato e resterà sempre per tutti noi una guida illuminata, per me e per molti altri colleghi un maestro, per i malati una vivida speranza e per Ail un esempio di impegno sociale, vissuto ogni giorno con forza e grande coraggio – dichiara Sergio Amadori, presidente nazionale Ail – non c’era obiettivo che lui non potesse raggiungere quando si trattava di essere al fianco dei pazienti e a sostegno della ricerca scientifica. Personalmente ho avuto il privilegio e l’enorme fortuna di vivere tanti momenti indimenticabili e grandi insegnamenti al suo fianco. Tutta l’associazione, che ora ho l’onore di presiedere, ha iniziato a raccogliere la sua eredità e a proseguire sul cammino tracciato dal professor Mandelli”. 

Ail quest’anno celebra 50 anni di attività, un lungo cammino che per diversi decenni è stato tracciato dalla guida illuminata e lungimirante del professor Franco Mandelli. A lui si deve non solo la crescita esponenziale dell’associazione, che ha saputo attrarre migliaia e migliaia di volontari in tutta Italia, e l’aver compreso prima di altri, la necessità di porre al centro della cura e dell’assistenza il malato. E poi innumerevoli iniziative, come le campagne nazionali di raccolta fondi per sostenere la ricerca scientifica, l’idea di creare un ponte tra ricerca e pratica clinica con la messa in rete di reparti di ematologia e laboratori; le case alloggio Ail e, non ultimo, la realizzazione di servizi per l’assistenza domiciliare ai pazienti. Al professor Franco Mandelli si deve, tra le innumerevoli iniziative che hanno segnato i 50 anni dell’associazione, l’idea di mettere al centro delle cure il paziente. Con lui Ail è cresciuta fino a diventare un’eccellenza nell’ambito del volontariato solidale che oggi conta quasi 20 mila volontari e 81 sezioni provinciali dal Nord al Sud del nostro Paese. (EUGENIA SERMONTI)

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