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TUMORE DEL POLMONE

Osimertinib di AZ in prima linea
migliora la sopravvivenza globale

Nello studio di fase III FLAURA, osimertinib è l'unico farmaco a dimostrare un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione di EGFR

29 Agosto 2019

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Osimertinib di AZ in prima linea migliora la sopravvivenza globale

AstraZeneca annuncia i risultati positivi di sopravvivenza globale (OS) dello studio di fase III FLAURA, uno studio randomizzato, in doppio cieco, multicentrico con osimertinibnel trattamento in prima linea di pazienti con carcinoma polmonare localmente avanzato o metastatico non a piccole cellule (NSCLC) che presentano mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). Osimertinib ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante dell'OS rispetto ai precedenti standard di cura (SoC), gefitinib ed erlotinib. Lo studio FLAURA aveva già dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione (PFS), prolungando il tempo in cui i pazienti vivevano senza progressione della malattia o morte per qualsiasi causa. La sicurezza e la tollerabilità di osimertinib si sono dimostrate coerenti con quelle dei precedenti studi clinici.

Scott Pescatore, vicepresidente della Business Unit Oncology di AstraZeneca Italia, ha commentato: “Questi risultati rappresentano un traguardo importante nell’ambito dell’impegno di AstraZeneca di offrire nuove armi terapeutiche nel trattamento del tumore al polmone e rafforzano il valore di osimertinib come nuovo standard terapeutico in prima linea per i pazienti con carcinoma polmonare localmente avanzato o metastatico non a piccole cellule positivo alla mutazione dell’EGFR, ridefinendo le aspettative cliniche e offrendo nuove speranze ai pazienti”. AstraZeneca presenterà i risultati di OS dello studio FLAURA in uno dei prossimi congressi medici internazionali. Osimertinib è attualmente approvato in 74 paesi, tra cui Stati Uniti e Giappone, per il trattamento in prima linea del NSCLC localmente avanzato o metastatico EGFRm e ha ottenuto nel giugno 2018 l’approvazione della Commissione Europea nella medesima indicazione.

Il cancro del polmone è la principale causa di morte per cancro tra gli uomini e le donne e rappresenta circa un quinto di tutti i decessi per cancro. Da un punto di vista istopatologico, il tumore del polmone viene distinto in NSCLC (circa l’80-85 per cento delle diagnosi) e SCLC. Circa il 10-15 per cento dei pazienti con NSCLC negli Stati Uniti e in Europa e il 30-40 per cento dei pazienti in Asia presenta una mutazione di EGFR (EGFRm). Questi pazienti sono particolarmente sensibili al trattamento con inibitori della tirosinchinasi di EGFR (TKI) i quali agiscono bloccando le vie di segnalazione cellulare che guidano la crescita delle cellule tumorali. Circa il 25 per cento dei pazienti con NSCLC EGFRm presenta metastasi cerebrali alla diagnosi, una percentuale che aumenta a circa il 40 per cento entro due anni dalla diagnosi. La presenza di metastasi cerebrali spesso riduce la sopravvivenza mediana a meno di otto mesi. (EUGENIA SERMONTI)

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