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Le tariffe

Conto corrente, le tariffe delle agenzie investigative per spiare i debitori: bastano 300 euro

10 Settembre 2018

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Conto corrente, le tariffe delle agenzie investigative per spiare i debitori: bastano 300 euro

Dai conti corrente comprensivi di saldo alla verifica della capacità reddituale, dagli importi delle pensioni alle proprietà immobiliari. In Italia, ci sono 20mila detective privati che lavorano per le mille agenzie di investigazione racchiuse sotto il cappello della Federpol (Federazione italiana istituti investigativi, informazioni e sicurezza). Pronti a spiare dati patrimoniali, giacenze e qualsiasi tipo di informazione che gli venga commissionata da studi legali e cittadini qualsiasi. Operando in un' area grigia, dove il discrimine tra legalità e illegalità è troppo labile per essere quantificato con precisione dagli stessi addetti ai lavori.

La Vip&co investigazioni di Monza lavora da più di vent' anni "a supporto del recupero del credito". Con 390 euro (più iva) si possono rintracciare conti corrente aperti in Italia "più fido, più giacenza". Il pacchetto prevede in primis l' identificazione dell' istituto bancario o postale di riferimento della persona investigata. Per poi fornire "il saldo dei conti corrente".

LE INFORMAZIONI
Nella demo che c' è sul sito della Vip&co si riporta persino un fac-simile della "verifica rapporti bancari": il cliente, grazie alle indagini dell' agenzia, può scoprire l' indirizzo della banca, l' importo affidato sul conto corrente e la giacenza. Attenzione, però, perché - si legge - «le informazioni fornite da Vip&co sono indicative e non possono in alcun modo costituire per il cliente una garanzia, in quanto il loro scopo è unicamente quello di orientare nelle loro ricerche i committenti».
Costa di più rivolgersi alla Investigazioni Groccia di Torino.

Per il pacchetto "rintraccio bancario full" il prezzo schizza a 530 euro iva esclusa, con la promessa di individuare tutti i conti corrente (anche postali) con "l' indicazione dell' eventuale giacenza media". Ovvero la somma di denaro presente in un determinato periodo di tempo. Ogni mese tra i vari pacchetti dell' agenzia piemontese spuntano diverse offerte.
«Tra i nostri clienti ci sonostudi legali, perché grazie al nostro lavoro possono chiedere pignoramenti. Le informazioni possono essere sbagliate e non possono essere utilizzate in sede probatoria. Il confine tra legalità e illegalità? Il modo in cui si usano le informazioni», fanno sapere dalla Groccia.

L' ESCAMOTAGE
Più economiche sono le tariffe della Europol di Ferrara. Il pacchetto "oro" costa 299 euro e comprende, oltre all' indagine su banche e poste, anche la capienza «per il rintraccio del conto corrente del debitore». Il servizio, specificano dall' agenzia investigativa, è «richiedibile esclusivamente nel caso si vanti un credito nei confronti dell' indagato e ai fini del recupero dello stesso». Per quanto riguarda «la capienza le informazioni sono da intendersi indicative, in quanto non è possibile determinare con esattezza la somma di danaro effettivamente presente su un conto corrente». Sono pratiche legali? Dalla Federpol ci rispondono: «Non rilasciamo interviste». Partiamo però con una certezza: i dati bancari, non possono essere violati. Pertanto, lo 007 che in cambio di soldi promette di far avere il cliente l' ultima riga del conto corrente sta valicando i confini della legge. Per arrivare a carpire l' informazione coperta dal segreto bancario, infatti, dovrebbe per forza di cose corrompere un impiegato dell' anagrafe tributaria o chiunque potrebbe spalancargli le porte di una banca-dati. Un' azione illegale che finirebbe per sfociare in un illecito penale che coinvolgerebbe anche il cliente. «L' investigatore privato può censire i rapporti tra un soggetto e un istituto bancario.

L' attività canonica lecita, in questo senso, è quella del pedinamento. Se vediamo il debitore mentre versa soldi in una banca, l' informazione può certo essere trasmessa al cliente», spiega Fabrizio Melis, ex avvocato e ora investigatore dell' omonima agenzia di Cagliari. E chi promette di scoprire la giacenza media? «Qui si va oltre il consentito. Chi svolge quest' atttività presenta gli esiti in modo da rimanere nella legalità. Usa formule vaghe, per esempio: "Da informazioni raccolte parrebbe che". Senza dare la certezza del dato. Nei listini prezzi che si trovano online, dunque, nulla fuori posto anche quando si legge "giacenza" o "saldo". Basta che il reato non si concretizzi. «L' illecito è tale solo se consumato, non esiste la tentata violazione. E poi, chi ricerca i dati bancari di un soggetto lo fa non per curiosare ma recuperare credito».

di Massimo Sanvito

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