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Di Melania Rizzoli

Pipì di notte, ne fai troppa? Non solo prostata, il segno di una terrificante malattia

25 Marzo 2019

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Pipì di notte, ne fai troppa? Non solo prostata, il segno di una terrificante malattia

Vi capita spesso di svegliarvi la notte e dovervi alzare per urinare? La minzione notturna non sempre è fisiologica, e quando non è collegata all' assunzione eccessiva di liquidi durante il giorno può essere la spia di diverse patologie insorgenti e non ancora diagnosticate che è bene conoscere per tempo. Normalmente si dovrebbe essere in grado di dormire da sei a otto ore per notte senza doversi risvegliare per andare in bagno, ma la nicturia, ovvero il bisogno notturno di urinare, con una frequenza maggiore o uguale a una minzione per notte, è il risultato dell' alterato rapporto tra l' urina prodotta dai reni durante il sonno e la capacità di accumulo e di contenimento della vescica. Durante la notte, infatti, il volume minzionale decresce e lo stimolo urinario non raggiunge quasi mai il livello di coscienza, per cui in condizioni normali non ci dovrebbe essere il risveglio causato dal bisogno minzionale. Tuttavia tale problematica coinvolge in media il 25% della popolazione italiana tra i 25 ed i 40 anni, senza distinzioni di sesso, fino ad arrivare al 68,9-93% tra gli uomini con età superiore ai 70 anni.

UN MASCHIO SU CINQUE
Le cause della nicturia non sempre sono patologiche, come per esempio quando provocate dall' assunzione di una dieta iper-liquida od iper-proteica o di sostanze stimolanti contenenti la caffeina, la teina, oppure di determinati farmaci come i diuretici, che provocano eliminazione forzata di liquidi. Inoltre la nicturia è un fenomeno normale e frequente durante la gravidanza, e negli uomini sopra i 70 anni di età, ma oggi un maschio su cinque si alza almeno due volte a notte per svuotare la vescica, lamentando gli effetti del sonno interrotto, piuttosto che focalizzare l' attenzione su quello che spesso è un sintomo di una malattia sottostante. La nicturia può essere provocata da problemi locali o generali, e tra i primi si annoverano i disturbi genito-urinari, infiammatori o infettivi, batterici o virali, come le infezioni delle vie urinarie (nefriti e glomerulonefriti), della vescica (cistiti), e negli uomini i disturbi prostatici, (prostatiti, ipertrofia prostatica benigna o maligna).

Tra le cause organiche sistemiche il motivo più frequente di nicturia è il diabete di tipo 1 o 2 non controllato, il quale, causando problemi metabolici con alterazione del bilancio idrico, provoca la forzatura della diuresi. Ma la nicturia può essere causata anche da iper-paratitproidismo, dall' ipercalcemia, dalle epatopatie croniche, dallo scompenso cardiaco con edema periferico, dalla insufficienza renale, dalla presenza di fibromi uterini, dalle adenoidi ipertrofiche, e da tutte le patologie neurologiche che influenzano il controllo della vescica, quali il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla o i traumi del midollo spinale. La nicturia inoltre rientra nei sintomi precoci dell' ipertensione arteriosa, spesso accompagnata da ronzio auricolare, cefalea e dispnea notturna, oppure si può manifestare quale effetto collaterale di alcuni farmaci, inclusi i diuretici, gli antiipertensivi, i cardiotonici e la Vitamina D.

Anche l'assunzione serale di bevande stimolanti può produrre lo stesso effetto, come anche gli stati di stress acuto, lo stato di stitichezza, le apnee notturne e il dolore cronico. Quindi tutte le malattie metaboliche, endocrine e renali che possono alterare l' omeostasi del sodio e del glucosio, ovvero il loro assorbimento e la loro eliminazione, possono condurre all' incremento della produzione di urina, come tutte le patologie che provocano edemi declivi, ovvero il gonfiore dei piedi, delle caviglie, delle gambe o di altre parti del corpo, hanno come primo sintomo l' aumento della diuresi anche notturna, un tentativo di eliminazione dei liquidi che, in quantità eccedenti, potrebbero condurre a crisi ipertensive o cardiache per incremento patologico del volume plasmatico.

Il paziente che si alza due o tre volte nelle prime ore del sonno, con volumi urinari crescenti, per poi riposare fino al mattino, è probabile che possa avere una poliuria legata al riassorbimento di edemi determinato dalla posizione supina, a differenza del paziente che avverte la necessità di urinare più volte nell' immediatezza del dopo cena, il quale potrebbe invece soffrire di una poliuria da iperglicemia transitoria, la nota iperglicemia post-prandiale dei diabetici non regolati, mentre il classico paziente urologico, quello con la prostata ingrossata che ostruisce il deflusso regolare dell' urina, di solito tende ad avere uno stimolo minzionale costante, ogni 1-2-3 ore. In corso di cistite, lo stimolo ad urinare è costante, è bruciante ed impellente, e spesso si avverte la sensazione di non aver svuotato la vescica, un sintomo doloroso, dovuto alle contrazioni del serbatoio urinario in preda alla flogosi. Il primo organo a cui di solito l' uomo rivolge il pensiero in caso di nicturia è la prostata, mentre la donna pensa subito alla vescica o all'utero, ma questi organi non sempre sono i responsabili unici di tale sintomatologia, dal momento che sono soltanto i reni i veri responsabili della diuresi, ed il loro filtraggio forzato è indice del pericoloso aumento del volume plasmatico che il nostro organismo cerca di ridurre eliminando i liquidi in eccesso, per non affaticare la pompa cardiaca ed evitare la crisi ipertensiva.

La maggior parte delle persone urina dalle 4 alle 7 volte nelle 24 ore ed esiste un orologio biologico che controlla la quantità di liquido urinario che può essere immagazzinato in vescica durante le ore notturne, con un meccanismo di regolazione che aumenta la capacità contenitiva vescicale.

MUSCOLO «RILASSATO»
L'incontinenza urinaria, ovvero la perdita involontaria ed incontrollata di urina, è un fenomeno diffuso legato all' avanzare dell' età, ma può colpire anche soggetti più giovani, manifestandosi in tutte le situazioni che comportano un aumento della pressione addominale (sollevare pesi, ridere, tossire) o in quelle in cui viene impedito il rilassamento del muscolo detrusore della vescica. Lo stimolo minzionale insorge sempre quando il riempimento della vescica raggiunge i 200ml, ovvero 1/3 della sua capacità massima, e lo stiramento della parete vescicale invia segnali nervosi al midollo spinale ed al cervello, il quale avvia il riflesso di svuotamento.

Il flusso urinario può essere interrotto volontariamente con la contrazione dello sfintere uretrale, ma la volontà di trattenere l'urina ha un limite, ed alla fine il riflesso della minzione prevarica sui comandi volontari della continenza, causando la perdita urinaria inizialmente a gocce e poi in modo fluente. La nicturia è dunque un sintomo multifattoriale, non prendere sul serio questo disturbo risulta pericoloso se non diagnosticato, in quanto è associato non solo ad un deterioramento del sonno e ad alterazioni della qualità della vita, ma ad un aumentato rischio del decorso e delle complicazioni delle molte malattie che lo provocano.

di Melania Rizzoli

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