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Funghi cotti, il falso mito: ecco perché possono essere velenosi anche da cotti

Gloria Gismondi
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È arrivata la stagione in cui molti se ne vanno per pinete e prati alla ricerca dei saporiti frutti del sottobosco: porcini e chiodini, gallinacci e mazze di tamburo. Tuttavia anche coloro che si ritengono piuttosto esperti possono incappare in errori nella raccolta o nella preparazione. Il Centro Antiveleni di Niguarda, ha quindi offerto alcuni consigli per andare sul sicuro, sia se si è raccoglitori, sia se si è semplicemente acquirenti e consumatori. Prima di tutto bisogna prestare attenzione alla "qualità" del fungo, ovvero vanno raccolti solo i funghi interi, non ammuffiti e non fradici.  Leggi anche:Cancro alla prostata, mangiare funghi riduce il rischio del 17%: la scoperta impressionante Sarebbe inoltre meglio evitare di proporre funghi a bambini, donne in gravidanza e a chi ha gravi patologie. Contrariamente poi a quello che molti pensano, cuocere o essiccare queste prelibatezze, non serve a rendere meno tossici i funghi mortali come l'Amanita phalloides , l'Amanita Vera , l'Amanita virosa e tanti altri, in quanto le tossine più pericolose sono termostabili. I funghi velenosi inoltre, non sempre fanno star male immediatamente. In alcuni casi infatti, i problemi possono manifestarsi anche 20 ore dopo. Bisogna quindi prestare la massima attenzione anche perché non esiste alcun antidoto in grado di neutralizzare le tossine dei funghi.

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