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Apocalisse, estinzione dei pesci e antibiotici: ecco come presto arriverà la fine del mondo

23 Novembre 2019

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Apocalisse, Fine del Mondo

Il giorno in cui tutto finisce di Mike Pearl (Il Saggiatore, pagg.368 nella traduzione di Andrea Libero Carbone) è un libro da leggere con un cornetto in mano e il sale gettato alle spalle. Mike Pearl è editorialista di Vice, dove illustra scenari magari banali ma apocalittici del tipo cosa succederà quando l' ultimo pesce negli oceani si sarà estinto oppure cosa succederebbe se ci fosse un colpo di Stato in America. O ancora: il giorno dell' estrazione dell' ultimo barile di petrolio in Arabia Saudita, quello in cui non ci saranno più posti al cimitero oppure quando internet si bloccherà in tutto il mondo. Il libro è una rielaborazione in grande degli eventi più apocalittici, catastrofici e rivoluzionari che possano accadere all'uomo.

È un' analisi di come sarebbe il mondo se i nostri peggiori incubi diventassero realtà. Accanto a queste prospettazioni ipotetiche - che l' autore analizza munendo ogni capitolo di una scheda valutativa in termini di probabilità dell' evento - ci sono alcuni mini racconti in chiave fantastica. Cosa accadrebbe se per esempio sparissero gli antibiotici? Pearl non si fa prendere dallo sconforto. Ci dice per esempio che basterebbe per il momento considerare con maggiore attenzione tutto ciò a cui non siamo più abituati a dare importanza. Per esempio, quando andiamo al ristorante, e vediamo in fondo al menu quella postilla scritta in piccolo che ci avverte dell' opportunità di non mangiare certi cibi crudi ma soltanto cotti.

LONDRA
Un altro scenario incredibile - che chiude il libro come una specie di presagio sinistro - è ciò che succederà nelle grandi città quando i posti nei cimiteri saranno esauriti. Sembra una barzelletta ma non lo è.

Mano a mano che i resti delle persone (dovrebbero avere una durata pari a circa dieci anni prima di sparire del tutto) vengono estumulati, ossia estratti dalla terra, e poi traslati nei colombarii - loculi in condominio, di antica origine romana, in cui venivano riposte le urne contenenti le ceneri dei defunti - i posti per seppellire i nostri cari diminuiscono. A Londra si pensa che cominceranno ad esaurirsi intorno al 2045. In Oriente hanno già cominciato questa specie di ritorno al passato. Il risultato? Tutti quelli che avevano un luogo fisico su cui andare a piangere e a portare un fiore, lo perderanno.

Un po' come demolire la nostra parte dedicata alla memoria, quella più intima delle nostre vite. Un vero cataclisma anche in termini sociali se analizziamo cosa potrebbe accadere in Messico, per esempio. Come tutti sanno, in questa terra, la morte è sentita molto più che la vita. Il giorno dei morti è considerato uno degli eventi più importanti per tutti i messicani. Strappare loro quella credenza (lo è davvero oppure cosa?) - per cui i morti continuano ad esistere - equivarrebbe a determinare un sovvertimento sociale e umano di proporzioni inaudite.

LA MONARCHIA
Non poteva mancare poi il racconto apocalittico di matrice ambientale. Cosa accadrebbe se l' ultimo pesce scomparisse dagli oceani. Anche qui, accanto a ciò che significherebbe per tutti noi, Pearl non manca di sfoderare una vena tipicamente pragmatica che appartiene agli anglosassoni.

Però, dopo tutti questi aspetti così tragici, ce ne sono alcuni davvero godibili e frutto di una mente curiosa, fresca, che non perde un istante della voglia di vivere. Cosa succederebbe per esempio se la Gran Bretagna diventasse una repubblica e rottamasse i propri sovrani.

Tutto sommato Pearl è dell' idea che una ipotesi del genere sia poco plausibile per un motivo preciso: il re e la regina sono straordinari volani economici che producono sterline a palate rifluenti dentro l' economia inglese ma anche nelle proprietà della Corona, la Crown Estate. Che oggi vale un patrimonio pari a venticinque membri (dopo gli ultimi matrimoni) e circa 500 milioni di sterline personali.

Mentre - in caso di default monarchico - il popolo inglese incasserebbe circa dodici miliardi di sterline. Non sarebbe un buon affare per i reali. Grazie a questo libro possiamo soddisfare tutte le nostre curiosità sugli eventi che temiamo di più e magari cominciare ad averne meno paura. Alcuni degli scenari descritti non si possono evitare, altri sì. Alcune delle cose previste non si avvereranno, altre invece sì. Ma la storia del mondo è fatta di stravolgimenti. Di grandi catastrofi da cui sono poi nate nuove ère.

di Alberto Pezzini

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