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Tumori, la salvezza è in un cucchiaino da caffè. Svolta: la sostanza (quotidiana) che può guarirli

Marco Rossi
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Sono stati messi sotto processo, accusati di provocare il cancro. Ora i dolcificanti artificiali non solo vengono scagionati ma si scopre che potrebbero contenere le molecole chiave per combattere i tumori. Non tutti, solo quelli a base di saccarina e acesulfame. Tipo il Dietor, giusto per citare una delle marche più note. Esclusi invece dalla partita i surrogati dello zucchero a base di aspartame. Lo scrive il giornale in edicola venerdì dieci gennaio. Per approfondire leggi anche: Dolcificanti, Melania Rizzoli smascherala panzana su cosa fa dimagrire La prospettiva di una seconda vita per la saccarina non è una fake news lanciata da qualche sito di salute e benessere. Ma ha basi scientifiche più che serie che potrebbero elevarla dal bancone del bar alla terapia oncologica. Così emerge dalle ricerche del team internazionale guidato da Claudiu Supuran, docente dell' Università di Firenze, e pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry. Per di più, in Canada e negli Stati Uniti, le cellule dolcificanti sono già alla seconda fase di analisi per vedere se potranno diventare un farmaco oncologico vero e proprio o meno. Per questa decisione bisognerà aspettare ancora qualche anno («fra i tre e i sei anni» è cauto Supuran) ma il percorso promette bene.

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