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Anno bisestile, dodici mesi di disgrazie: tutti i clamorosi precedenti

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Fabrizio Barbuto
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Febbraio, dei 12 mesi, è senza dubbio il più ambiguo. La sua proverbiale brevità - che nel cosiddetto "anno bisestile" si estende di un giorno - ha dato origine a innumerevoli leggende a sfondo macabro. Benché alla maggior parte di esse ci si rifiuti di dare credito alla luce della ragionevolezza, è impossibile impedire alla suggestione di fare capolino nella mente ogniqualvolta, le più paventate sciagure, accadono giusto in questa fase ciclica che i più superstiziosi accolgono al grido di: "anno bisesto anno funesto". Insomma, quel 29esimo giorno che si aggiunge prepotentemente sul calendario, sembra accompagnarsi qualcosa di più delle semplici 24 ore extra...Il 2020 è appena cominciato, ma nel poco tempo intercorso dal suo ingresso si sono già condensate emozioni così forti da costituire la sostanza di un intero anno, come a significare che la sorte, per rovesciare sull' umanità l' incognità del coronavirus, non aspettasse altro che lo scorrere di un numero (2019-2020), dopodiché avrebbe rotto gli argini sguinzagliando il mostro. Il 27 dicembre del 1908, in occasione del terremoto di Messina, si replicarono più o meno le stesse dinamiche, ma al rovescio: in quel caso fu come se il destino agisse in extremis, trovando il modo di operare prima che l' anno bisestile volgesse al termine. Ma quella non fu l' unica sciagura del ventesimo secolo verificatasi in un anno di 366 dì: ad essa si aggiungono il sisma in Belice del 1968 e quello in Friuli del 1976.

Anche il nuovo millennio portò con sé una subliminale conferma delle credenze popolari, e lo fece attraverso il devastante tsunami che, nel 2004, afflisse le coste della Thailandia. E che dire delle personalità venute alla luce il 29 febbraio? Non sono parecchie, ma il loro avvenire fu sovente costellato di angoscia e tormenti: Gioacchino Rossini, sopraffatto dallo spettro di una pervasiva depressione che lo perseguitò per una vita intera, morì in solitudine Semplice coincidenza? A detta dei popoli del Nord Europa pare proprio di sì: in Irlanda vige il culto dell' anno bisesto, che in passato godeva soprattutto del gradimento delle donzelle, le quali, il 29 febbraio, potevano palesare il proprio interesse nei confronti dei garzoni chiedendoli in sposi. Qualora il giovanotto avesse espresso un diniego, avrebbe dovuto ripagare la fanciulla con 12 sontuosi paia di guanti (uno per ogni mese dell' anno), così che ella potesse occultare l'"onta" di un mancato anello di fidanzamento dietro crini e merletti di elargizione di chi si era rifiutato di impalmarla.

 

 

Ma quali sono le origini dell' anno bisestile? L' anno terrestre, invero, non dura 365 giorni esatti, bensì 365,2422. Ciò significa che, ogni 12 mesi, si accumulano in media 6 ore di avanzo; ogni 4 anni esse formano un dì. Da qui l' intuizione di Giulio Cesare di istituire l' anno bisesto, nel 46 a. C. Anche a quel tempo si guardava di malocchio a questa fase ciclica, e soprattutto al mese di febbraio che, essendo dedicato ai defunti, già di per sé non era espressione di entusiasmo, e il fatto che a cadenza quadriennale avesse un giorno in più, lo caricava di un' accezione funesta, come se la morte estendesse la sua permanenza tra i vivi. Benché l' uomo contemporaneo filtri la visione della realtà attraverso un incallito scetticismo, non si è ancora del tutto emancipato dalle credenze secondo le quali, un anno da 366 giorni, sia portatore di sventura, tanto che nascere il 29 febbraio è considerato sfavorevole. Ma ai nascituri, a dispetto delle sepolcrali superstizioni, spetta un beneficio: festeggiare il compleanno due volte. Tra i nati in questo giorno v' è chi celebra il genetliaco il 28 febbraio, chi l' 1 marzo, e chi si avvale della facoltà di tripudiare in entrambi i dì. In questo spirito l' anno bisestile è sfavorevole, ma solo per chi deve elargire il doppio regalo.

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