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Herpes zoster, l'effetto collaterale del vaccino? Allunga la vita

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mercoledì 21 gennaio 2026
Herpes zoster, l'effetto collaterale del vaccino? Allunga la vita

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Non solo evitando una malattia dolorosa, ma forse rallentando alcuni dei meccanismi più profondi dell’invecchiamento. È quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato sui Journals of Gerontology, che mette sotto una luce diversa il vaccino contro l’herpes zoster. Analizzando i dati di circa 3.800 persone sopra i 70 anni, i ricercatori hanno osservato che chi si era vaccinato mostrava segni di un invecchiamento biologico più lento rispetto ai coetanei non vaccinati. Un risultato che invita a guardare ai vaccini non solo come a una difesa contro le infezioni, ma come a un possibile alleato per vivere meglio gli anni che passano.

Il fuoco di Sant’Antonio nasce dalla riattivazione del virus della varicella, che rimane nascosto nel nostro organismo anche per decenni. Quando si risveglia, colpisce soprattutto le persone più anziane o fragili, causando un’eruzione cutanea dolorosa, spesso accompagnata da un dolore persistente che può durare a lungo e incidere profondamente sulla qualità della vita.

Il vaccino, raccomandato dopo i 65 anni e alle persone con patologie croniche, è già uno strumento importante di prevenzione. Ma questa ricerca suggerisce che il suo effetto potrebbe andare oltre la protezione immediata. Invecchiare non vuol dire solo aggiungere anni. L’invecchiamento biologico racconta come stanno davvero i nostri organi e i nostri tessuti, quanto bene riescono a ripararsi e a difendersi nel tempo. È un processo silenzioso, spesso invisibile, ma decisivo per la salute.

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I ricercatori dell’Università della California meridionale hanno osservato diversi indicatori di questo invecchiamento profondo: i livelli di infiammazione, l’efficienza del sistema immunitario, la salute del cuore e dei vasi, alcuni segnali di neurodegenerazione e persino il modo in cui i geni regolano la produzione delle proteine. In molti di questi aspetti, le persone vaccinate mostravano un quadro più favorevole.

Uno dei dati più interessanti riguarda l’infiammazione cronica di basso grado, una sorta di “rumore di fondo” dell’organismo che aumenta con l’età e che è collegato a molte malattie cardiovascolari e cognitive. Nei soggetti vaccinati, questo stato infiammatorio era meno marcato, così come più lento risultava il declino legato ai cambiamenti molecolari dell’invecchiamento.

L’idea è che prevenire la riattivazione del virus della varicella possa aiutare l’organismo a mantenere un equilibrio migliore nel tempo, riducendo uno stress costante che, anno dopo anno, può lasciare il segno. Un beneficio che sembra durare: anche chi si era vaccinato diversi anni prima mostrava ancora un invecchiamento biologico più lento.

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