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Ulcere digitali. Servonopiù cure e informazioni

I risultati di una indagine condotta sui pazienti affetti da questa rara patologia cronica e progressiva confermano il ritardo di diagnosi e cura nel 40% dei casi
di Maria Rita Montebellisabato 15 marzo 2014
2' di lettura

Si contano in Italia circa 20 mila casi di sclerodermia, termine che etimologicamente significa ‘pelle dura,’ una malattia che colpisce i tessuti sani: oltre alla cute con lesioni della pelle, possono esserne colpiti organi vitali quali il cuore, i polmoni, i reni e l’intero apparato gastrointestinale. Le sue origini sono ancora sconosciute, ma la comparsa di ulcere cutanee è il primo allarme della progressione della malattia. Un’indagine promossa dall’Associazione Italiana Lotta alla Sclerodermia (AILS) e dal Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia (GILS) utilizzando un questionario inviato ad un gran numero di ammalati ha analizzato la loro vita e le loro aspettative. I risultati evidenziano la necessità da parte dei pazienti di avere maggiori informazioni sulla patologia e addirittura uno su dieci non ha ben chiara quale forma di sclerodermia gli sia stata diagnosticata. Il 50% dei pazienti ha o ha avuto ulcere alle dite delle mani, ma solo il 58% si è rivolto subito ad uno specialista di riferimento. Ma la speranza non ha abbandonato i pazienti: infatti ben il 97% degli ammalati ripone fiducia nei centri ospedalieri specializzati, dedicati alla cura e alla prevenzione delle ulcere digitali e degli altri aspetti di questa patologia. I risultati dello studio sono stati presentati nel corso di una conferenza tenuta nei giorni scorsi presso il Circolo della Stampa di Milano dalle presidentesse delle associazioni pazienti GILS e AILS, Carla Garbagnati e Ines Benedetti, con il supporto di due medici dei loro rispettivi Comitati Scientifici: il Dr. Lorenzo Beretta e la Dott.ssa Nicoletta Del Papa. Si conferma che le ulcere digitali sconvolgono la vita quotidiana delle persone. Infatti l’86% dei pazienti afferma di aver subito un significativo peggioramento della qualità di vita a causa di una condizione dolorosa difficilmente gestibile. Insomma, l’84% dei malati richiama l'attenzione sulla limitazione causata dalle ulcere digitali nello svolgimento del proprio lavoro e il 71% dichiara un peggioramento nella gestione delle relazioni sociali. E a causa di una difficile comunicazione tra medico e paziente, il 30% dei malati non è a conoscenza del fatto che esistono specifici trattamenti locali e il 33% non assume farmaci specifici per la riduzione della comparsa di nuove ulcere. (GIOIA TAGLIENTE)

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