Starnuti continui, naso chiuso, occhi che bruciano oppure reazioni improvvise dopo un pasto. Per milioni di italiani non si tratta solo di piccoli fastidi infatti le allergie possono incidere profondamente sulla vita quotidiana. Le allergie respiratorie colpiscono circa 9 milioni di persone in Italia, ma a queste si aggiungono le allergie alimentari, che riguardano un numero crescente di individui, con manifestazioni che vanno da lievi irritazioni fino a reazioni gravi e potenzialmente pericolose per la vita. Negli ultimi anni anche a causa dell’aumento dell’inquinamento, i cambiamenti climatici e le stagioni polliniche più lunghe hanno reso le allergie respiratorie sempre più diffuse, mentre nuovi alimenti e stili di vita hanno fatto emergere una maggiore sensibilità alimentare. Nonostante la loro frequenza, allergie e intolleranze sono spesso sottovalutate o gestite in modo errato. Per capire meglio come riconoscere le allergie respiratorie e alimentari, quali sono i segnali di allarme e come trattarle efficacemente, abbiamo intervistato il Dottor Renato Carlo Sambugaro specializzato in Allergologia ed Immunologia con competenze specifiche soprattutto nell’ambito dell’immunoterapia specifica desensibilizzante sublinguale per le patologie respiratorie degli adulti e dei bambini.
Dottore che cos’è un’allergia e perché il nostro sistema immunitario reagisce in modo eccessivo a sostanze normalmente innocue?
"Un’allergia è una reazione anomala del sistema immunitario nei confronti di sostanze normalmente innocue, come pollini, polvere o alcuni alimenti. Il sistema immunitario, che ha il compito di difenderci da virus e batteri, interpreta erroneamente queste sostanze come una minaccia e attiva una risposta difensiva sproporzionata. Il processo avviene in due momenti. Al primo contatto con l’allergene, l’organismo si “sensibilizza”, producendo anticorpi specifici chiamati IgE, senza però causare sintomi evidenti. Ai contatti successivi, le IgE riconoscono la sostanza e innescano il rilascio di mediatori infiammatori, come l’istamina, responsabili dei disturbi tipici: starnuti, prurito, orticaria, difficoltà respiratorie. Alla base di questo errore immunitario c’è una combinazione di fattori. La predisposizione genetica ha un ruolo importante, ma anche l’ambiente incide in modo significativo: inquinamento e cambiamenti climatici rendono gli allergeni più aggressivi. Secondo l’ipotesi dell’igiene, inoltre, una ridotta esposizione ai microbi durante l’infanzia può rendere il sistema immunitario meno “allenato” e più incline a reagire contro sostanze innocue".
Quali sono le allergie più diffuse oggi e in quali fasce d’età si manifestano più frequentemente?
"Le allergie sono in costante aumento e oggi interessano circa il 30% della popolazione italiana. Le manifestazioni variano molto in base all’età. Le allergie respiratorie, come rinite e asma allergico, sono le più diffuse. I pollini, gli acari della polvere e gli allergeni degli animali domestici ne sono i principali responsabili. I primi sintomi compaiono spesso in età scolare, ma l’adolescenza rappresenta il periodo di massima prevalenza. Negli adulti le allergie respiratorie restano frequenti, con un numero crescente di nuove diagnosi anche dopo i 40 anni. Le allergie alimentari colpiscono soprattutto l’età pediatrica. Nei primi anni di vita sono più comuni quelle a latte e uovo, che spesso si risolvono spontaneamente con la crescita. In adolescenza e in età adulta diventano più frequenti le allergie a frutta a guscio, pesce, crostacei e ad alcune proteine vegetali. I casi più gravi legati al cibo riguardano soprattutto i giovani. Tra le altre forme diffuse troviamo le allergie da contatto, come quelle al nichel o al lattice, le allergie al veleno di api e vespe e le allergie ai farmaci più frequenti nell’età adulta e avanzata".
Quali esami vengono utilizzati per diagnosticare correttamente un’allergia e quanto è importante una diagnosi precoce?
"Una diagnosi precoce è fondamentale perché consente di prevenire l’evoluzione della malattia, utile soprattutto nei bambini per evitare la progressione della “marcia atopica” ossia lo sviluppo progressivo di più manifestazioni allergiche (es. rinite – asma – allergia alimentare, ecc). Identificare subito l'allergene consente di adottare misure preventive efficaci e permette di iniziare terapie mirate potenzialmente risolutive come l’immunoterapia specifica, riuscendo a ridurre i sintomi e i rischi di reazioni gravi. La diagnosi allergologica si basa su un percorso personalizzato che parte dalla storia clinica del paziente e utilizza diversi strumenti, dai test cutanei classici alle avanzate analisi molecolari. La scelta dipende dai sintomi e dalla storia clinica del paziente. I test cutanei sono rappresentati dai prick test e dai patch test. I prick test, test cutanei a lettura immediata, rappresentano l’esame di primo livello per le allergie IgE mediate: sono rapidi, poco invasivi e consentono di individuare molte sensibilizzazioni verso aereoallergeni o allergeni alimentari. I patch test, ossia cerotti epicutanei a lettura ritardata che vengono applicati sulla schiena per 48-72h, permettono di identificare l’ipersensibilità cellulo-mediata (Es.nichel) responsabile delle dermatiti da contatto allergiche. In alcuni casi si ricorre inoltre a esami del sangue che permettono di dosare le IgE specifiche, ossia la quantità di anticorpi (di tipo IgE) presenti contro uno specifico allergene oppure, tramite la diagnostica molecolare, l’identificazione precisa delle singole proteine responsabili della reazione allergica, offrendo un quadro diagnostico molto dettagliato. Esempi di test molecolari sono il test ISAC e l’ALEX2 test, esami del sangue che permettono con un singolo prelievo di studiare più di 112 e più di 300 allergeni rispettivamente. Fondamentale in questo caso sarà la consulenza allergologica per poter interpretare i risultati dei test alla luce della storia clinica descritta dal paziente".
In che modo Dott Sambugaro l’immunoterapia aiuta il sistema immunitario a “tollerare” l’allergene responsabile dei sintomi? In cosa consistono le terapie di immunizzazione ?
"L’immunoterapia allergica (AIT), nota come "vaccino per l'allergia", è l'unico trattamento in grado di modificare il decorso della malattia agendo direttamente sulle cause e non solo sui sintomi. Il sistema immunitario di un allergico reagisce erroneamente a sostanze innocue (pollini, acari, veleno di insetti) producendo anticorpi IgE, che scatenano l'infiammazione. L’immunoterapia agisce alla radice del problema, insegnando gradualmente al sistema immunitario a tollerare l’allergene responsabile dei sintomi. Il trattamento consiste nella somministrazione controllata e graduale di dosi crescenti dell'allergene a cui il paziente è sensibile. In questo modo il sistema immunitario viene “rieducato” a tollerare quelle sostanze innocue. Durante questo processo, che deve essere portato avanti per almeno 3-5 anni, il sistema immunitario produce anticorpi protettivi, riduce la sua risposta infiammatoria e liberazione meno istamina, tutto ciò si traduce in una forte riduzione dei sintomi fino alla scomparsa completa in determinati casi. Le principali modalità di somministrazione includono la somministrazione sublinguale - Immunoterapia Sublinguale (SLIT) in compresse o gocce da sciogliere sotto la lingua che può essere gestita comodamente a casa dopo la prima somministrazione sotto controllo medico e la somministrazione iniettiva - immunoterapia Sottocutanea (SCIT) che prevede iniezioni effettuate da personale specializzato in regime ambulatoriale, solitamente con cadenza mensile una volta raggiunta la dose di mantenimento. Per ottenere benefici duraturi, il trattamento deve essere seguito con costanza per un periodo di 3–5 anni".
L’allergia Dott Sambugaro può guarire definitivamente o può solo essere controllata nel tempo?
"In alcuni casi l’allergia può risolversi definitivamente, soprattutto grazie all’immunoterapia specifica o, nei bambini, attraverso una naturale maturazione del sistema immunitario. Tuttavia, per molte persone l’allergia resta una condizione cronica da gestire nel tempo. I farmaci sintomatici come antistaminici, spray nasali o inalatori per l’asma, aiutano a controllare i disturbi, ma non agiscono sulla causa. Le nuove terapie biologiche ospedaliere permettono invece un controllo efficace dei sintomi nelle forme più gravi per esempio di asma, riducendo in modo significativo i sintomi e il rischio di riacutizzazioni. In sintesi, mentre i farmaci tradizionali e i nuovi farmaci biologici alleviano i sintomi e permettono un buon controllo della patologia, l’immunoterapia rappresenta oggi l’approccio più vicino a una vera guarigione".
Quali sono i principali trattamenti disponibili oggi per le allergie e come vengono personalizzati per ogni paziente?
"Oggi la cura delle allergie si basa sempre più su un approccio personalizzato, che tiene conto non solo dei sintomi, ma anche delle caratteristiche biologiche e dello stile di vita di ogni paziente. Il primo livello di trattamento è rappresentato dai farmaci sintomatici di nuova generazione, come gli antistaminici e gli spray nasali a base di corticosteroidi, da soli o in associazione con antistaminici. Questi farmaci consentono di controllare efficacemente i disturbi quotidiani e ridurre l’infiammazione, migliorando la qualità di vita. Nei casi più complessi o resistenti alle terapie tradizionali, come l’asma severo o alcune forme di dermatite atopica, si ricorre ai farmaci biologici. Si tratta di anticorpi monoclonali che agiscono in modo mirato su specifiche molecole coinvolte nell’infiammazione allergica, permettendo un controllo più preciso e stabile dei sintomi nelle forme più gravi. Per le forme più rare ma potenzialmente pericolose per la vita, come le allergie alimentari gravi o le reazioni al veleno di api e vespe, è fondamentale la disponibilità di terapie di emergenza. Oltre ai dispositivi di adrenalina autoiniettabile già in uso, sono in arrivo nuove soluzioni, come lo spray nasale di adrenalina, progettato per rendere l’intervento più rapido e semplice in caso di shock anafilattico. Accanto a questi trattamenti, l’immunoterapia allergene specifica rappresenta l’unico approccio in grado di agire sulle cause dell’allergia e di modificarne l’evoluzione nel tempo. Come illustrato in precedenza, questo trattamento – spesso definito “vaccino per l’allergia” – mira a rendere il sistema immunitario progressivamente più tollerante all’allergene responsabile, offrendo in molti casi la possibilità di una remissione duratura dei sintomi. La scelta del percorso terapeutico avviene oggi in modo sempre più mirato grazie alla diagnostica molecolare e alla valutazione delle esigenze individuali del paziente. L’obiettivo è costruire una terapia efficace, sostenibile nel tempo e facilmente integrabile nella vita quotidiana, migliorando l’aderenza alle cure e la qualità di vita".
Che ruolo hanno la prevenzione e lo stile di vita (alimentazione, ambiente, abitudini) nella gestione delle allergie?
"Prevenzione e stile di vita sono parte integrante della gestione delle allergie. Ridurre l’esposizione agli allergeni ambientali, monitorare i livelli di pollini e inquinamento e adottare misure protettive può fare una grande differenza. Anche l’alimentazione gioca un ruolo chiave: una dieta equilibrata, ricca di alimenti antinfiammatori, sostiene il microbioma intestinale e contribuisce a modulare la risposta immunitaria. Attività fisica regolare, sonno adeguato e uno stile di vita sano completano l’approccio preventivo, soprattutto nei bambini. Per la prevenzione delle allergie alimentari, le linee guida della European Academy of Allergy and Clinical Immunology raccomandano di introdurre in modo graduale i cibi solidi allergenici nel periodo dello svezzamento, generalmente tra i 4 e i 6 mesi di vita, piuttosto che ritardare la loro inclusione oltre il primo anno di età, perché un’esposizione precoce ad alcuni allergeni può contribuire allo sviluppo della tolleranza immunologica ridurre il rischio di allergie alimentari IgE-mediate, contrariamente a quanto si pensava fino ad oggi".




