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Mar Adriatico, paura per il pesce chirurgo: "Rischio tagli profondi"

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lunedì 13 aprile 2026
Mar Adriatico, paura per il pesce chirurgo: "Rischio tagli profondi"

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Negli ultimi giorni si è acceso un campanello d’allarme lungo le coste dell’Adriatico: è stata segnalata la presenza del cosiddetto pesce chirurgo, una specie originaria di mari tropicali che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe arrivata fino alle nostre acque probabilmente attraverso rotte legate al traffico marittimo, con un possibile collegamento alla Liberia. Il nome di questo pesce non è affatto casuale. Il pesce chirurgo, Acanthurus monroviae,  deve infatti il suo soprannome a una caratteristica tanto affascinante quanto pericolosa: alla base della coda possiede due spine ossee erettili, sottili e affilate come bisturi. Queste “lame naturali” vengono utilizzate come meccanismo di difesa contro i predatori, ma possono diventare un rischio concreto anche per l’uomo. Il rischio principale riguarda bagnanti, pescatori e subacquei.

La notizia, che sta mettendo in allerta subacquei e pescatori, è stata confermata dal team di studiosi croati composto da Jakov Dulčić, Pero Ugarković, Jure Miočić-Stošić e Pero Tutman, i quali hanno documentato gli avvistamenti sulla piattaforma internazionale Reabic.  Se disturbato o manipolato, il pesce chirugo può scattare rapidamente e colpire con la coda, provocando tagli anche profondi. Le ferite, oltre a essere dolorose, possono complicarsi se non trattate correttamente, soprattutto in ambiente marino.

Non si tratta di un animale aggressivo per natura: come molte specie, attacca solo se si sente minacciato. Tuttavia, la sua presenza in un ecosistema dove non è normalmente diffuso aumenta le probabilità di incontri accidentali con persone inconsapevoli del pericolo. L’Adriatico, negli ultimi anni, è sempre più interessato da fenomeni di “tropicalizzazione”, con l’arrivo di organismi tipici di acque più calde. Le raccomandazioni sono semplici ma fondamentali:  non toccare il pesce, anche se sembra innocuo o immobile, mantenere la distanza in acquasegnalare eventuali avvistamenti alle autorità locali o alla guardia costiera. In caso di ferita, uscire subito dall’acqua e disinfettare, rivolgendosi a un medico

La comparsa del pesce chirurgo non è solo una curiosità biologica, ma un segnale più ampio dei cambiamenti in atto nei nostri mari. L’introduzione di specie non autoctone può avere effetti sugli equilibri dell’ecosistema, oltre che sulla sicurezza delle attività umane. Per questo motivo, l’invito degli esperti è chiaro: osservare sì, ma senza intervenire. Perché, in questo caso, la regola più importante resta una sola: non toccarlo.