Dentro ognuno di noi esiste un orologio invisibile, capace di regolare sonno, energia, concentrazione e perfino l’umore. È il cosiddetto ritmo circadiano, una sorta di tempo interno che non sempre coincide con quello segnato dall’orologio che portiamo al polso. Oggi, grazie a una nuova ricerca, è possibile “leggerlo” in modo semplice: basta un capello. A sviluppare questo innovativo metodo è stato un team di scienziati della Charité Universitätsmedizin Berlin, che ha messo a punto un test in grado di determinare il cronotipo di una persona cioè la sua naturale predisposizione a essere mattiniera o nottambula analizzando le radici dei capelli. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences. Il principio alla base del test è tanto semplice quanto innovativo: le cellule presenti nella radice del capello contengono informazioni legate all’attività dei geni che regolano l’orologio biologico. Analizzandole, i ricercatori sono in grado di capire in quale momento della giornata il corpo “funziona” meglio.
Questo permette di identificare con precisione il cosiddetto cronotipo, superando i limiti dei tradizionali questionari, spesso basati su percezioni soggettive. Il metodo è stato testato su circa 4.000 persone, offrendo una fotografia dettagliata dei bioritmi umani. I risultati hanno confermato che non esiste un unico modello valido per tutti: ogni individuo ha un proprio ritmo interno, influenzato da diversi fattori. Tra questi, emergono differenze legate al sesso: uomini e donne mostrano variazioni, seppur leggere, nei loro cicli biologici. Ma il dato forse più interessante riguarda l’impatto dello stile di vita.
Abitudini quotidiane come orari di sonno irregolari, esposizione alla luce artificiale, lavoro notturno o uso prolungato di dispositivi elettronici possono alterare significativamente il nostro orologio interno. Secondo i ricercatori, questi fattori incidono più di quanto si pensasse, modificando il cronotipo e influenzando il modo in cui il corpo reagisce durante la giornata. In pratica, il nostro bioritmo non è completamente fisso, ma può adattarsi nel bene e nel male alle nostre abitudini. L’obiettivo di questa ricerca va oltre la semplice curiosità scientifica. Il test del capello rappresenta infatti un passo importante verso la cosiddetta medicina circadiana, un approccio che mira a personalizzare cure e terapie in base all’orologio biologico di ciascun individuo. Sapere “che ora è” per il nostro corpo potrebbe aiutare, ad esempio, a stabilire il momento migliore per assumere farmaci, migliorandone l’efficacia e riducendo gli effetti collaterali. Ma anche a ottimizzare sonno, alimentazione e performance cognitive.
Questa scoperta invita a guardare al tempo in modo diverso. Non esiste solo quello scandito dalle lancette, ma anche quello interno, più sottile e personale, che regola il nostro equilibrio quotidiano. Capirlo meglio significa imparare ad ascoltare il proprio corpo e vivere in modo più in sintonia con i suoi ritmi naturali. E forse, in futuro, basterà davvero un capello per dirci quando siamo al massimo delle nostre energie.




