Muovere una mano, prendere un bicchiere o alzare un braccio sono gesti che facciamo ogni giorno senza pensarci. Eppure, dietro un movimento così semplice c’è un lavoro molto complesso del cervello, che deve coordinare diversi muscoli nello stesso momento. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) aiuta a capire meglio come avviene questo processo. I ricercatori hanno studiato la corteccia motoria, cioè una delle aree del cervello che controllano i movimenti, osservando cosa succede quando viene stimolata direttamente con piccoli impulsi elettrici. La ricerca è stata condotta durante interventi chirurgici al cervello su pazienti svegli.
Questa particolare situazione ha permesso agli scienziati di osservare direttamente la risposta dei muscoli mentre venivano stimolate diverse zone della corteccia motoria. Il risultato più interessante riguarda il modo in cui il cervello organizza i movimenti. Secondo lo studio, invece di controllare ogni muscolo separatamente, il cervello sembra poter lavorare attraverso gruppi di muscoli che vengono attivati insieme. Gli scienziati chiamano queste combinazioni “moduli motori” o “sinergie muscolari”. Per capirlo meglio, basta pensare a quando prendiamo un oggetto: non muoviamo un solo muscolo alla volta, ma coordiniamo mano, dita, polso e braccio in pochi istanti. Il cervello sembra quindi utilizzare schemi già organizzati per rendere questi movimenti più semplici ed efficienti. Lo studio ha trovato una forte corrispondenza tra le combinazioni di muscoli osservate durante i normali movimenti e quelle ottenute stimolando direttamente il cervello.
Questo risultato è importante perché rafforza l’idea che questi “moduli” non siano soltanto un modo utilizzato dagli scienziati per descrivere i movimenti, ma siano legati al modo in cui il cervello li organizza realmente. La ricerca si inserisce in un campo studiato da anni anche da riviste come Nature Neuroscience, che hanno pubblicato diversi lavori sul modo in cui il cervello coordina i muscoli e controlla i movimenti. Capire meglio questo meccanismo potrebbe avere un interesse anche al di fuori della ricerca di base. In futuro, queste conoscenze potrebbero essere utili nello studio della riabilitazione di persone che hanno perso parte dei movimenti dopo un ictus, una lesione del sistema nervoso o altre malattie. Potrebbero inoltre contribuire allo sviluppo di tecnologie capaci di trasformare i segnali del cervello in comandi per dispositivi esterni. Per il momento non si tratta di una nuova cura, ma di una migliore comprensione di come funziona il nostro cervello. E proprio da queste conoscenze di base potrebbe nascere, in futuro, un modo più efficace per aiutare chi ha difficoltà a muoversi.




