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Prendi antibiotici? Questo alimento comune potrebbe ostacolare il recupero dell'intestino

di Paola Natalimartedì 6 ottobre 2026
Prendi antibiotici? Questo alimento comune potrebbe ostacolare il recupero dell'intestino

3' di lettura

Gli antibiotici sono tra i farmaci più importanti della medicina moderna e hanno permesso di curare innumerevoli infezioni che in passato potevano avere conseguenze molto gravi, ma il loro effetto non si limita ai batteri responsabili della malattia: durante una terapia antibiotica, infatti, vengono colpiti anche molti dei microrganismi che vivono normalmente nell’intestino e che formano il cosiddetto microbioma, un ecosistema complesso e delicato che partecipa alla digestione, alla produzione di alcune sostanze utili all’organismo e al corretto funzionamento del sistema immunitario. Quando questo equilibrio viene alterato dagli antibiotici si parla di disbiosi e, sebbene il microbioma abbia una certa capacità di recupero, il ritorno alla situazione precedente non è sempre immediato né completo. È proprio in questo momento che potrebbe assumere un ruolo anche l’alimentazione

Alcune recenti ricerche hanno infatti messo in evidenza come una dieta particolarmente ricdosbiosica di zuccheri possa rendere più difficile il recupero dell’ecosistema intestinale dopo l’esposizione agli antibiotici, aggravando alcune delle alterazioni già provocate dai farmaci. Il motivo è legato al fatto che gli zuccheri rappresentano una fonte di energia facilmente disponibile per numerosi microrganismi e, quando la comunità batterica intestinale è stata profondamente modificata dagli antibiotici, possono cambiare le condizioni che favoriscono la crescita di alcune specie rispetto ad altre. Non si tratta quindi di affermare semplicemente che lo zucchero “danneggia” il microbioma, perché la realtà è molto più complessa e dipende dalla quantità e dal tipo di zuccheri, dalla composizione della dieta, dal tipo di antibiotico utilizzato e dalle caratteristiche individuali di ciascuna persona. Il dato interessante è piuttosto che l’alimentazione potrebbe influenzare il modo in cui l’intestino reagisce e si riprende dopo una terapia antibiotica, aggiungendo un ulteriore elemento a una ricerca che negli ultimi anni sta cercando di capire sempre meglio quanto sia importante il microbioma per la nostra salute. Questo non significa, naturalmente, che durante una cura antibiotica sia necessario eliminare completamente gli zuccheri o modificare autonomamente la terapia prescritta dal medico. Una cosa è infatti ridurre il consumo eccessivo di zuccheri aggiunti, presenti soprattutto in bevande zuccherate, dolci, snack e numerosi prodotti ultraprocessati, altra cosa è pensare che tutti gli alimenti contenenti zuccheri abbiano lo stesso effetto: gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta, per esempio, arrivano all’interno di alimenti che contengono anche fibre e altri nutrienti e non possono essere considerati equivalenti a quelli aggiunti industrialmente a una bevanda o a un prodotto confezionato.

La questione più ampia riguarda quindi il rapporto tra farmaci, alimentazione e microrganismi intestinali, un campo di ricerca ancora in piena evoluzione che potrebbe in futuro portare a strategie più personalizzate per aiutare il microbioma a recuperare dopo l’uso degli antibiotici. Per ora, il messaggio più prudente è che gli antibiotici devono continuare a essere utilizzati quando sono realmente necessari e secondo le indicazioni mediche, mentre una dieta equilibrata, con un consumo limitato di zuccheri aggiunti e una buona presenza di alimenti vegetali e fibre, rappresenta una scelta ragionevole per sostenere la salute generale e quella intestinale. Il microbioma, insomma, si conferma sempre più come un ecosistema sensibile alle nostre abitudini e la ricerca sta iniziando a mostrare che anche ciò che mangiamo durante e dopo una terapia farmacologica potrebbe contribuire a determinarne la capacità di ritrovare il proprio equilibrio.