Per decenni la neuroscienza ha cercato di rispondere a una domanda che, ancora oggi, non ha una soluzione definitiva: il cervello umano è capace di produrre nuovi neuroni anche quando siamo adulti? Per molto tempo la risposta sembrava scontata. Si pensava infatti che il nostro patrimonio di neuroni fosse stabilito sostanzialmente alla nascita e che, una volta persi, queste cellule non potessero essere rimpiazzate. Con il tempo, però, la ricerca ha iniziato a mettere in discussione questa convinzione, aprendo uno dei dibattiti più interessanti e controversi nello studio del cervello. L'idea che alcune aree del cervello possano continuare a produrre neuroni anche nell'età adulta prende il nome di neurogenesi adulta e, negli ultimi decenni, ha attirato l'attenzione di moltissimi ricercatori. In particolare, l'ippocampo, una struttura cerebrale fondamentale per i processi legati alla memoria e all'apprendimento, è diventato uno dei principali terreni di studio. Alcune ricerche hanno individuato nell'ippocampo adulto cellule e segnali che potrebbero essere compatibili con la formazione di nuovi neuroni, alimentando l'ipotesi che il cervello non sia un organo statico come si è pensato per molto tempo.
Il problema è che arrivare a una conclusione definitiva nell'uomo è estremamente difficile. Gli studi condotti su animali hanno fornito negli anni numerose indicazioni sulla possibilità di generare nuovi neuroni, ma trasferire questi risultati al cervello umano è molto più complesso. Anche le ricerche sui tessuti cerebrali umani hanno prodotto risultati differenti: alcuni gruppi di scienziati hanno sostenuto di aver trovato prove della presenza di neuroni appena formati, mentre altri non sono riusciti a replicare quei risultati o hanno messo in discussione l'affidabilità di alcuni dei marcatori utilizzati per identificare queste cellule. Ed è proprio questo il cuore del problema che i ricercatori stanno cercando di risolvere: non basta trovare una cellula che abbia l'aspetto di un neurone giovane per poter affermare che quella cellula sia nata da poco, perché il tessuto cerebrale è estremamente complesso e i metodi utilizzati per distinguere le cellule nuove da quelle già esistenti possono produrre risultati difficili da interpretare. Per questo, dopo anni di studi e di risultati talvolta contrastanti, la comunità scientifica continua a interrogarsi su quale sia la quantità e soprattutto la qualità delle prove necessarie per poter considerare definitivamente dimostrata la neurogenesi nel cervello umano adulto.
La questione, naturalmente, non riguarda soltanto una curiosità biologica. Se fosse confermato che il cervello umano continua a produrre nuovi neuroni durante l'età adulta, si aprirebbero prospettive interessanti per comprendere meglio alcuni dei meccanismi alla base della memoria, dell'apprendimento e dell'invecchiamento cerebrale. Gli scienziati potrebbero inoltre cercare di capire se questo processo abbia un ruolo nella risposta del cervello a determinate malattie o lesioni e se, in futuro, possa essere possibile influenzarlo per favorire alcuni processi di riparazione. Questo, però, non significa che il nostro cervello sia in grado di rigenerarsi liberamente ogni volta che una cellula nervosa viene persa. Anche qualora la neurogenesi adulta fosse confermata in determinate aree, si tratterebbe probabilmente di un processo molto più limitato e regolato rispetto a quanto potrebbe suggerire l'idea, affascinante ma fuorviante, di un cervello capace di “fabbricare” continuamente nuovi neuroni. La ricerca sta quindi procedendo cercando di mettere insieme tecniche diverse e sempre più precise, confrontando i risultati ottenuti da laboratori differenti e cercando di capire perché alcuni studi arrivino a conclusioni diverse da altri. È un lavoro complesso, anche perché studiare direttamente il cervello umano nel corso della vita presenta inevitabilmente dei limiti: molte delle informazioni più dettagliate possono essere ottenute soltanto analizzando tessuti che non sono facilmente disponibili e che devono essere studiati con metodologie estremamente accurate.
Dopo decenni di discussioni, dunque, la domanda rimane aperta, anche se oggi sappiamo molto più di quanto sapessimo in passato sulla capacità del cervello di modificarsi e adattarsi. La cosiddetta plasticità cerebrale è ormai un fenomeno ampiamente riconosciuto, mentre il ruolo e l'effettiva presenza della neurogenesi nell'uomo adulto continuano a essere oggetto di studio. Forse è proprio questo l'aspetto più affascinante della ricerca: nonostante sappiamo ormai moltissimo sul cervello, continuiamo a scoprire quanto sia difficile comprenderne fino in fondo il funzionamento. E mentre i ricercatori cercano nuove prove per stabilire se nell'ippocampo adulto possano davvero nascere nuovi neuroni, resta una domanda che potrebbe cambiare il nostro modo di guardare all'invecchiamento cerebrale: e se il cervello umano fosse molto più capace di rinnovarsi di quanto abbiamo creduto per gran parte della nostra storia scientifica?




