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Intesa Anci-Cic-Assobioplastiche per raccolta e recupero rifiuti organici

Il protocollo mira a raggiungere risultati omogenei a livello nazionale

16 Gennaio 2013

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Intesa Anci-Cic-Assobioplastiche per raccolta e recupero rifiuti organici
Il protocollo mira a raggiungere risultati omogenei a livello nazionale

Roma, 16 gen. (Adnkronos) - Aumentare e promuovere lo sviluppo della raccolta differenziata e del recupero dei rifiuti organici con vantaggi in termini ambientali, economici e sociali. E' questo lo scopo del protocollo d'intesa siglato dall'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), dal Consorzio italiano compostatori (Cic) e dall'Associazione italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili (Assobioplastiche).

L'accordo, presentato oggi nella sede dell'Anci, mira a raggiungere risultati omogenei a livello nazionale, sensibilizzando anche i cittadini con campagne di comunicazione ad hoc. Inoltre Anci, Cic e Assobioplastiche puntano al miglioramento della qualità delle differenziate della frazione organica, allo sviluppo di specifici sistemi di certificazione, ad incoraggiare l'impiego di manufatti biodegradabili e compostabili.

"L'Anci è da anni impegnata sui temi della raccolta differenziata - ha sottolineato Filippo Bernocchi, delegato Anci alle politiche energetiche e ai rifiuti - Ci siamo impegnati nella differenziata dei Raee, abbiamo siglato accordi per la raccolta delle pile e delle batterie e per quella della frazione tessile. Ci mancava di affrontare il tema dell'organico, frazione in cui ci sono le più grandi opportunità di crescita. La raccolta dell'umido va fatta evitando la contaminazione della plastica e attraverso la valorizzazione degli impianti. Con questo protocollo ci diamo i compiti e questo sarà l'anno in cui ci impegneremo su questo tema".

L'accordo intende far crescere in due anni del 50% la differenziata e il recupero dell'umido, arrivando a quota 6-7 milioni di tonnellate raccolte l'anno. Anche perché, dai dati diffusi nel corso della presentazione dell'intesa, emerge ancora un quadro luci e ombre sulla differenziata dell'organico.

Attualmente in Italia sono 30 milioni gli abitanti che fanno la raccolta dell'organico, ossia circa il 50% della popolazione. Secondo le elaborazioni del Cic, la raccolta dei rifiuti organici ha toccato nel 2010 quota 4,2 mln di tonnellate (+12% sul 2009) ma resta forte il potenziale di sviluppo. I risultati migliori si concentrano soprattutto al Nord, mentre nel Centro-Sud c'è ancora lavoro da fare. Ciò vale anche per il settore del compostaggio, infatti, il Nord tratta 2 milioni e 750mila tonnellate di rifiuti rispetto al Centro (733mila) e al Sud (677mila).

"Questo accordo è importante - ha commentato Marco Versari, presidente di Assobioplastiche - perché vengono definiti gli attori e il raggiungimento degli obiettivi". Rispetto alla raccolta e al recupero dell'organico, ha aggiunto, "nel Nord Italia ci sono modelli che sono stati d'esempio per altri Stati europei. Ciò significa che arriva proprio dall'Italia un modello di raccolta dell'umido efficace ed efficiente che, attraverso questo accordo, vogliamo rendere disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni". "Auspichiamo - ha proseguito - che il contributo ambientale generato dalla bioplastica venga reso attraverso la filiera dell'umido".

Il settore delle frazioni organiche rappresenta il 36% del totale delle raccolte differenziate. E la crescita dei rifiuti umidi trattati è legata anche alla diffusione delle differenziate. Ad esempio la Campania è la Regione in cui la raccolta dell'organico è cresciuta di più (+87.500 tonnellate in un anno), mentre l'Emilia Romagna è la prima per aumento della raccolta di scarti verdi (+36.200 tonnellate). Le Regioni che trattano i maggior quantitativi di scarto umido e verde restano la Lombardia (879mila tonnellate), il Veneto (762mila) e l'Emilia Romagna (497mila) che da tempo hanno avviato questo tipo di differenziata.

"Stimiamo - ha spiegato Leonardo Ghermandi, presidente del Consorzio Italiano Compostatori - che nei rifiuti l'umido va dal 35 al 40% quindi da ciò si desume che qualsiasi sia l'obiettivo della differenziata o del riciclo, questo non può essere raggiunto senza la valorizzazione dell'umido". Per la trasformazione dell'organico, ha sottolineato Ghermandi, "serve un sistema fortemente industrializzato". Inoltre, ha aggiunto, è importante la qualità della raccolta: "Per un buon riciclo serva un buon materiale di ingresso stabilendo cosa può essere accettato e cosa non può esserlo".

Sensibilizzare i cittadini attraverso le buone pratiche e diffondere manufatti biodegradabili e compostabili a norma sono tra le azioni portate avanti nel protocollo siglato da Anci, Cic e Assobioplastiche visto che, ancora oggi, nei rifiuti organici domestici vengono spesso trovati sacchi per la raccolta che in realtà non sono conformi a quanto previsto dalle leggi e che minano le successive fasi di recupero.

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