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Al via il 'Piano Città', 28 progetti per ristrutturare aree urbane degradate

Previsto un co-finanziamento nazionale di 318 milioni di euro attivando nell'immediato lavori investimenti per 4,4 miliardi di euro tra fondi pubblici e privati

Tra gli interventi di maggior rilievo da segnalare quello che riguarda il quartiere Tamburi a Taranto, attiguo all'Ilva e dove sorgerà un'ampia zona verde studiata per fare da filtro all'inquinamento, la trasformazione di piazza d'Armi all'Aquila e il risanamento del territorio urbano della Val Bisagno con la messa in sicurezza dalle piene dell'affluente Rio Fereggiano a Genova

17 Gennaio 2013

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Al via il 'Piano Città', 28 progetti per ristrutturare aree urbane degradate
Tra gli interventi di maggior rilievo da segnalare quello che riguarda il quartiere Tamburi a Taranto, attiguo all'Ilva e dove sorgerà un'ampia zona verde studiata per fare da filtro all'inquinamento, la trasformazione di piazza d'Armi all'Aquila e il risanamento del territorio urbano della Val Bisagno con la messa in sicurezza dalle piene dell'affluente Rio Fereggiano a Genova

Roma, 17 gen. (Adnkronos) - Sono 28 i progetti per la ristrutturazione di aree urbane degradate che sono stati selezionati nell'ambito del 'Piano città', avviato lo scorso giugno dal ministero delle Infrastrutture nell'ambito del primo decreto Sviluppo. Superata la selezione i progetti potranno usufruire di un co-finanziamento nazionale di 318 milioni di euro attivando nell'immediato lavori investimenti per 4,4 miliardi di euro tra fondi pubblici e privati. Risorse che, come ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Corrado Passera nel corso della presentazione del progetto, "ci sono già tutte".

Complessivamente le amministrazioni comunali di tutta Italia hanno inviato al ministero delle Infrastrutture 457 proposte di intervento edilizio e urbanistico sui propri territori: una apposita Cabina di Regia - comprendente esponenti dei diversi ministeri interessati, oltre che della Conferenza delle Regioni, dell'Anci, dell'Agenzia del Demanio e di Cassa Depositi e Prestiti, ha classificato e valutato tutte le proposte arrivando appunto a sceglierne 28. Che interessando luoghi dove vivono 10 milioni di cittadini italiani, come ha rilevato il viceministro Mario Ciaccia nel corso della presentazione cui ha preso parte anche il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e il presidente dell'Anci Graziano Del Rio.

I progetti che hanno superato la selezione potranno usufruire di un cofinanziamento nazionale di 318 milioni di euro (224 dal Fondo Piano Città e 94 dal Piano Azione Coesione per le Zone Franche Urbane dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per le Pmi), che attiveranno nell'immediato progetti e lavori pari a 4,4 miliardi di euro complessivi, tra fondi pubblici e privati.

Il lavoro svolto dalla Cabina di Regia ha consentito di mettere a sistema una serie di programmi e finanziamenti che non erano tra loro integrati, tra cui il Fia (Fondo investimenti per l'abitare di Cdp) da cui arrivano 1,5 miliardi, i fondi per l'edilizia scolastica e quelli per l'edilizia delle Forze armate.I fondi per le 28 opere selezionate insomma ci sono già anche perché, è stato spiegato, la selezione ha privilegiato le proposte in grado di generare investimenti per interventi velocemente cantierabili.

Tra gli interventi di maggior rilievo da segnalare quello che riguarda il quartiere Tamburi a Taranto, attiguo all'Ilva e dove sorgerà un'ampia zona verde studiata per fare da filtro all'inquinamento, la trasformazione di piazza d'Armi all'Aquila e il risanamento del territorio urbano della Val Bisagno con la messa in sicurezza dalle piene dell'affluente Rio Fereggiano a Genova.

Tuttavia i progetti scelti sono disseminati un po' in tutta Italia: "la nostra missione come ministero delle Infrastrutture - ha detto Passera - era di mettere in moto i cantieri, di accelerare la realizzazione dei lavori e l'abbiamo fatto, tutti insieme, con il metodo di mettere insieme le varie parti e amministrazioni interessate". Sarà la stess Cabina di regia, già nei prossimi giorni, ad attivare con i Comuni i contratti necessari per aprire al più presto i cantieri. Al ministero promettono un monitoraggio severo:laddove i cantieri non procederanno saranno ritirati i finanziamenti nazionali.

"Abbiamo utilizzato un nuovo modulo di concertazione che ha portato, in poco tempo, a un risultato significativo", ha dichiarato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio. "Il Piano Città -ha concluso- potrà esserci di aiuto anche nel futuro. Abbiamo un parco progetti significativo che potrà essere sfruttato per attingere a fondi europei".

"Si tratta di un primo passo importante per avviare quel Piano di rigenerazione urbana che in Italia manca da 20 anni, ma per finanziarlo integralmente usiamo i Fondi Fas". Questo il commento del presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, intervenuto alla conferenza stampa di oggi presso il ministero delle Infrastrutture sul Piano Città, che ha visto la presentazione dei progetti comunali selezionati dalla cabina di regia composta da tutti gli attori istituzionali con potere decisionale in materia.

"Ringrazio innanzitutto il viceministro Ciaccia, il ministro Passera e il ministro Clini per aver creduto in questo progetto, che l'Ance ha promosso un anno fa e che senza la cabina di regia non avrebbe mai avuto attuazione. Mi auguro -aggiunge Buzzetti - che la campagna elettorale e poi l'agenda del nuovo Governo mettano al centro dell'attenzione le politiche per la città, che possono fare molto per il rilancio dell'occupazione e per il benessere del Paese".

Con questo primo passo, conclude Buzzetti, "stiamo dando una buona spinta per la crescita, ma per riaccendere i motori dell'economia ancora non basta. Dobbiamo dotare il Piano di un più corposo finanziamento per esempio convogliando i due miliardi di euro all'anno previsti dai fondi strutturali e Fas per il periodo 2014-2020 per la realizzazione delle politiche urbane".

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