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Nel 2013 nell'atmosfera concentrazione record di Co2, 395 parti per un milione

Dati resi noti dal Wwf in occasione dell'Earth Day Italia
domenica 21 aprile 2013
Nel 2013 nell'atmosfera concentrazione record di Co2, 395 parti per un milione

2' di lettura

Roma, 19 apr. - (Adnkronos) - Nel 2011 le emissioni globali sono incrementate del 3%, raggiungendo la cifra più alta delle emissioni annuali antropogeniche sin qui prodotta, pari a 34 miliardi di tonnellate di anidride carbonica; a gennaio 2013 si è arrivati a una concentrazione di Co2 nell'atmosfera record di 395 parti per milione. Per non superare i 2°C di innalzamento della temperatura media, le parti per milione non dovrebbero superare le 350. Sono i dati resi noti dal Wwf in occasione dell'Earth Day Italia che dedica la 43esima Giornata della Terra all'alimentazione sostenibile. Il 2012 inoltre, continua l'associazione, ha fatto registrare la massima riduzione della superficie della banchisa estiva artica dal 1979. La perdita netta annuale di aree forestali tra il 2000 ed il 2010 è stata di 5,2 milioni di ettari, un'area pari alle dimensioni del Costa Rica. Circa 5mila tonnellate di pesce viene pescato dagli stati europei ogni anno con metodi di pesca ad elevato impatto per la biodiversità. Preoccupante anche la situazione di molte specie tra cui le tigri, di cui ne sopravvivono in natura solo 3.200, dopo che ne abbiamo 'perso' ben il 97%, mentre i 20.000-25.000 individui di orsi polari rimasti sono fortemente minacciati dai cambiamenti climatici. La produzione alimentare è responsabile del consumo del 38% delle terre emerse non coperte da ghiacci, del degrado di habitat e della perdita di biodiversità. L'agricoltura ha già distrutto o trasformato radicalmente il 70% dei pascoli, il 50% delle savane, il 45% delle foreste decidue temperate e il 25% delle foreste tropicali mentre l'irrigazione utilizza il 70% dell'acqua dolce disponibile sul pianeta. I processi produttivi connessi alle produzioni alimentari causano l'inquinamento di fiumi e oceani e l'emissione di una quantità di gas serra molto elevata. Esclusa l'ultima glaciazione, nessun altro fattore - sottolinea il Wwf - ha avuto un impatto tanto distruttivo sugli ecosistemi. Se da un lato per vincere questa sfida sono necessarie azioni globali, dall'altro basterebbero alcuni semplici cambiamenti alle nostre scelte alimentari per spingere la produzione di cibo in una direzione più sostenibile. A partire dalla rivalutazione di un'alimentazione ricca di vegetali e frutta di stagione e di provenienza locale, povera di carne. In Europa il 40% degli sprechi avviene nelle nostre dispense e frigoriferi, ridurre gli sprechi potrebbe quindi fare la differenza. "Le giornate celebrative come quella del 22 aprile aiutano a ricordare a tutti la fragilità della Natura e i drammatici effetti della crescente pressione che esercitiamo su di essa - dichiara Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - e come sia ormai necessario cambiare rotta verso una nuova economia che metta al centro il capitale naturale, senza il quale non può esservi benessere e sviluppo economico per alcuna società umana. Il forte appello che lanciamo, anche in occasione della giornata della Terra, al mondo politico ed economico è che è giunto il momento di modificare profondamente i nostri modelli economici: senza la natura e la ricchezza della vita sul Pianeta la civiltà umana non ha futuro".