Roma, 20 set. - (Adnkronos) - Per le loro proprietà ozono lesive e per l'elevato potere climalterante, alcuni gas refrigeranti sono stati messi al bando già da diversi anni. E' il caso dei Cfc che in base al protocollo di Montreal sono vietati dal 1994, o degli Hcfc già oggi in dismissione e il cui utilizzo è possibile solo se rigenerati fino a fine 2014. Proprio in questi mesi l'Unione europea, nell'ambito della strategia climatica e del contrasto all'innalzamento delle temperature, sta discutendo il nuovo regolamento europeo sulla messa al bando degli Hfc e la loro sostituzione con altre sostanze come i refrigeranti naturali, da approvare nel 2014. "Dal 2006 esiste in Europa una normativa che ha eliminato progressivamente i gas che creavano il buco nell'ozono, ma i loro sostituti, gli Hfc, presentano un problema non meno grave che è quello di creare effetto serra. Quindi, nell'ottica dell'Unione Europea di combattere il cambiamento climatico, si è deciso di sostituire progressivamente anche questi gas con un nuovo regolamento che vada a favorire le alternative naturali o che abbiano un minore potere impattante sul clima", spiega all'Adnkronos Davide Sabbadin di Legambiente. Nuovo regolamento che è in discussione a Bruxelles e che "ha un'importanza strategica anche dal punto di vista economico perché l'Italia è il principale Paese in Europa dal punto di vista della produzione di Pil nel campo del freddo, della refrigerazione e del condizionamento con moltissime piccole e medie aziende che lavorano sia nel campo dei refrigeranti chimici che i quelli naturali - aggiunge Sabbadin - E' evidente che sul piano industriale, questo che è uno dei comparti più importanti nel manufatturiero italiano vede con interesse questo sviluppo normativo". Insomma, l'Italia è uno dei Paesi che maggiormente beneficerebbe dello spostamento del mercato verso i gas naturali visto il numero di aziende che lavorando con la Co2, con propano e isobutano o con ammoniaca e gas naturali. "L'Italia ha, nel settore dei gas refrigeranti naturali, una leadership a livello europeo; la tecnologia del freddo è un comparto importante nel manufatturiero italiano e possiamo dire la nostra nell'ambito della normativa comunitaria, così come è avvenuto con il bando degli shopper non biodegradabili", sottolinea Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente. Per Ciafani, in vista della normativa Ue, "è fondamentale il protagonismo del nostro governo per fare in modo che la futura direttiva si fatta nel rispetto dell'ambiente e anche dell'interesse dell'industria italiana, piuttosto che dover seguire le direttive di altri Paesi che hanno minori esigenze perché hanno settori industriali meno attivi da questo punto di vista. Serve - conclude Ciafani - aumentare il livello di attenzione per creare le migliori condizioni affinché il nostro Paese possa indirizzare la direttiva in cantiere a livello comunitario". Le alternative naturali sono già presenti sul mercato italiano. Ma se in Europa moltissimi supermercati utilizzano frigoriferi realizzati da imprese italiane, nel nostro Paese il mercato rimane indietro, un po' per il clima più caldo e un po' per reticenza a cambiare. In altri Paesi, invece, è stata già introdotta una messa al bando progressiva dei gas climalteranti come strategia nazionale per combattere il cambiamento climatico che comprende l'utilizzo di Co2 per la refrigerazione commerciale nei supermercati.




