Rimini, 7 nov. - (Adnkronos) - Il Coou, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, cambia 'pelle': il modello raccolta-consorzio-rigenerazione (che ha visto finora il consorzio prelevarie l'olio usato dalle aziende di raccolta per assicurarlo poi alla rigenerazione) sarà sostituito dal contatto diretto tra aziende di raccolta e impianti di rigenerazione. Il Coou continuerà a garantire - fa sapere il consorzio - la raccolta su tutto il territorio nazionale perseguendo l'obiettivo del 100% di olio usato raccolto. In 30 anni di attività "abbiamo raccolto circa 4 miliardi e 500 milioni di kg di olio, abbiamo portato un contributo alla bilancia dei pagamenti nazionali per circa 3 miliardi e mezzo di euro. Ma adesso le cose stanno cambiando, il mondo dei rifiuti sta modificandosi, la possibilità di scambiare prodotto tra chi lo raccoglie e chi lo riutilizza, al di là dell'intervento dei consorzi, sta diventando un fatto reale: questa è la strada nuova che stiamo percorrendo", spiega all'Adnkronos il presidente del Coou Paolo Tomasi, presente a Rimini in occasione di Ecomondo. "Con il tentativo di far sì che ci sia una congiunzione tra gli operatori del settore - aggiunge Tomasi - il consorzio si pone come intermediario di ultima istanza, quindi di regolatore se le cose non funzionano, ma al tempo stesso coordinatore di tutta l'attività in modo che i risultati conseguiti vengano mantenuti nel tempo. Vogliamo mantenere la voglia di migliorare e per farlo ci siamo dati obiettivi nuovi che coniugano meglio il libero mercato e le finalità sociali". Oggi il consorzio "è l'unico acquisitore di olio usato e l'unico che lo ricede agli utenti. Operazione che stiamo cambiando attraverso un passo indietro come acquisitore di ultima istanza, cioè quando il mercato non è auto regolato tra le funzioni di approvvigionamento e di cessione. L'obiettivo - conclude il presidente del Coou - è quello di evitare dei sovracosti e passaggi aggiuntivi, conservando quello che poi il consorzio ha in termini di regolazione e mantenendo tutte le operatività seguendo il dettato legislativo. I controlli sul rifiuto saranno ovviamente mantenuti così come la capacità di portare alla giusta destinazione quello che raccogliamo, cercando di trovare i bilanci adeguati affinché la filiera sia autosufficiente e si autoregoli".




