Roma, 13 nov. - (Adnkronos) - Fa la sua comparsa dopo 15 anni, durante i quali se ne erano perse le tracce. E' stato fotografato in Vietnam per la prima volta nel XXI secolo il saola, o pseudorice, l'unicorno asiatico, uno dei mammiferi più rari e minacciati del pianeta. Fotografato a settembre sulle montagne Annamite centrali da una 'fototrappola' del Wwf e del dipartimento della Protezione Forestale del governo vietnamita, il Wwf internazionale ne dà notizia ora dopo aver svolto analisi e studi sul caso. "Quando il nostro team ha visto le foto non poteva credere a quello che stava vedendo. Il saola è il Santo Graal per il Sud Est asiatico e per questo tra ambientalisti c'è un moltissimo entusiasmo - spiega Isabella Pratesi, direttore Conservazione del Wwf Italia - E' una scoperta mozzafiato e rinnova la speranza per il recupero della specie". Cugino di un bovino, ma ricorda in apparenza un'antilope, il saola è soprannominato l'unicorno asiatico perché si vede molto di rado. E' riconoscibile per le due corna parallele con le estremità taglienti, che possono raggiungere i 50 centimetri di lunghezza. L'ultimo avvistamento di un Saola in natura risale al 1999 da una fototrappola in provincia di Bolikhamxay nel Laos. Nel 2010, gli abitanti dei villaggi in Bolikhamxay ne avevano catturato un esemplare, ma l'animale è morto poco dopo la cattura senza lasciare agli scienziati il tempo di fare le dovute ricerche. "In Vietnam, l'ultimo avvistamento di un Saola in natura risale al 1998 - dichiara Dang Dinh Nguyen, vice capo del dipartimento di Protezione forestale di Quang Nam e direttore della Riserva Naturale di Saola di Quang Nam - questo è un momento storico per gli sforzi del Vietnam per proteggere la sua straordinaria biodiversità ed è la prova dell'efficacia degli sforzi di conservazione nel difficile habitat di questo meraviglioso erbivoro". Nella zona in cui il Saola è stato fotografato, il Wwf ha portato avanti un nuovo modello di lotta al bracconaggio con le guardie forestali reclutate direttamente dalle comunità locali e co-gestite dall'associazione del Panda e dal governo vietnamita, impiegate nella rimozione delle trappole dei bracconieri e nel contrasto alla caccia illegale. "I saola rimangono intrappolati nelle reti messe dai cacciatori per la cattura di altri animali, come cervi e uccelli, destinati in gran parte al commercio illegale di fauna selvatica - spiega Pratesi - Dal 2011 le guardie hanno rimosso oltre 30.000 trappole e distrutto più di 600 accampamenti illegali di bracconieri". Il saola è stato scoperto solo nel 1992 da un team congiunto composto dal ministero delle Foreste del Vietnam (ora ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo rurale) e dal Wwf. In quell'occasione, fu rinvenuto in casa di un cacciatore un teschio con insolite corna e fu subito chiaro che si trattava di qualcosa di straordinario. Si è trattato del ritrovamento del più grande mammifero negli ultimi 50 anni nonché di una delle scoperte di specie più spettacolari del XX secolo. Venti anni dopo, si sa ancora poco della biologia e del comportamento del saola e la difficoltà di individuare quest'animale così sfuggente ha impedito agli scienziati di effettuare una stima precisa della popolazione. Nella migliore delle ipotesi si tratterebbe di non più di qualche centinaio, o forse solo poche decine, che sopravvivono nelle foreste al confine tra Vietnam e Laos, zona che vanta una varietà incredibile di specie rare. Oltre alla scoperta del Saola queste foreste vantano la scoperta di due specie di Muntjac, piccolo cervo molto raro, individuate nelle foreste Annamite nel 1994 e nel 1997.




