Napoli, 23 apr. - (Adnkronos) - L'Italia e' il primo esportatore di tabacco in Europa, con un forte e riconosciuto impatto occupazionale di circa 50mila addetti concentrati nelle regioni di Toscana, Veneto, Umbria e la Campania dove nonostante la crisi il lavoro e' stato messo in salvo dall'innovativa formula del chilometro zero introdotta per la prima volta nel settore. E' quanto e' emerso a Napoli all'incontro con mille agricoltori provenienti dalle principali regioni 'tabacchicole' italiane per celebrare l'anniversario della collaborazione raggiunta fra Coldiretti e Philip Morris Italia che ha rilanciato la competitivita' e sostenibilita' del tabacco italiano. Un risultato importante soprattutto per quelle aree dove da una parte la disoccupazione e dall'altra il mercato illecito del tabacco, raggiungono dimensioni particolarmente rilevanti, economicamente patologiche, che possono essere arginate e combattute soltanto con la presenza fattiva di aziende agricole qualificate e trasparenti, come quelli che aderiscono alla collaborazione Coldiretti-Philip Morris Italia. Una collaborazione che ha rinnovato il modello operativo per gli acquisti di tabacco italiano e accorciato la filiera, difendendo la redditivita' e salvaguardando l'occupazione. Grazie all'accordo, raggiunto nell'ottica del Verbale d'Intesa siglato da Philip Morris Italia e dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, e' stato possibile infatti riqualificare a tutti i livelli la collaborazione con i tabacchicoltori e con gli altri attori della filiera produttiva. Il commercio illecito di sigarette in Italia ha raggiunto un livello record nel 2012, registrando un aumento percentuale del 50% rispetto al 2011 e del 300% rispetto al 2009. Il dato risulta tra i piu' elevati dell'Unione Europea, raggiungendo nel 2012 l'8.5% del totale del consumo di sigarette. Questi i risultati, relativi all'ultimo anno, dello studio realizzato annualmente da Kpmg per la Commissione Europea, i 27 Stati membri e Philip Morris International. A livello europeo la situazione non e' certo migliore: il commercio illegale di sigarette nell'Unione ha raggiunto un nuovo record, oltre l'11,1%, rispetto al 10,4% del 2011, stimando una perdita per le entrate fiscali europee pari a 12,5 miliardi di euro. Per il sesto anno consecutivo si conferma quindi un forte aumento del commercio illecito nel vecchio continente. Nel dettaglio, lo studio ha rilevato che l'Italia, insieme a Regno Unito, Grecia ed Estonia, e' tra i paesi con incrementi del traffico illecito piu' alti rispetto al 2011. La stima del consumo illecito di sigarette in Italia e' di 7,3 miliardi di sigarette, per un mancato gettito fiscale pari a circa 1,2 miliardi di euro tra accise ed Iva. La battaglia contro il pacchetto generico "va fatta sulla qualita', la distintivita' e l'italianita'". Cosi' Sergio Marini, presidente di Coldiretti, sulla direttiva europea sul pacchetto di sigarette generico, senza brand. Marini sottolinea che "e' la dimostrazione che sono importanti i finanziamenti e le politiche, ma anche la volonta' degli imprenditori di fare crescita vera e trovare accordi che abbiano effetti positivi per l'occupazione sul pezzo sulla filiera. Non e' importante la somma delle sigle ma delle idee".




