Libero logo

Il 2013 si preannuncia un annus horribilis per l'industria europea dell'auto

Ad affermarlo è Ivan Hodač, presidente dell'ACEA
domenica 21 aprile 2013
Il 2013 si preannuncia un annus horribilis per l'industria europea dell'auto

2' di lettura

Bruxelles, 15 apr. (Adnkronos) - Quest'anno probabilmente sarà il peggiore per l'industria automobilistica europea dell'auto, ad affermarlo è Ivan Hodač, presidente dell'ACEA (Associaizione Costruttori Automobilistici Europei) che in in una dichiarazione raccolta dal sito di informazione europea EurActiv ha detto che sebbene sembra possano esserci degli spiragli positivi per l'industria del vecchio continente, questi non toccheranno il settore dell'auto che, dopo il calo dell'8,5% dello scorso anno, si prepara ad affrontare una ulteriore riduzione delle vendite che quest'anno dovrebbe attestarsi tra il 5 e l'8%. "L'industria dell'auto europea, ha affermato Hodač, non può continuare a produrre il 30% in più di quanto il mercato non assorba. E' una situazione che nel lungo periodo non può reggere". Nel febbraio scorso le vendite di auto in Europa hanno registrato il peggior calo degli ultimi 23 anni, una diminuzione di oltre il 10% rispetto al 2011 e molte delle case costruttrici lavorano ormai alla metà delle loro capacità produttive. Sembra essere parzialmente indenne dalla crisi il segmento delle auto d'alta gamma tedesche, le cui esportazioni hanno resistito. La situazione di crisi del mercato trova poi anche riscontro nella politica dei 27 incapace di trovare una linea univoca sul tema della riduzione delle emissioni di Co2, vincolato alla tabella di marcia 20-20-20 a suo tempo fissata dalla Commissione. Una situazione cui fa riscontro la diversa realtà Usa dove il Presidente Obama ha potuto varare incentivi per la riduzione delle emissioni a livello federale, cioè offrendo le stesse condizioni a tutti gli Stati dell'Unione. Questo in Europa invece non si può fare: ogni Paese europeo ha un diverso punto di visto e questo oltre a rallentare la discussione impedendo di arrivare a proposte condivise in tempi rapidi, si riflette sull'inerzia della politica. Secondo il presidente dell'ACEA, gli obiettivi di riduzione dell emissioni, fissati a 95g/km per gli autoveicoli e a 147g/km per i furgoni sono estremamente impegnativi per l'industria dell'auto e potranno mettere in difficoltà alcune case costruttrici.