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Ceriani, il vice-Monti che adora tassare gli italiani

Vuole più imposte sulla casa e perfino aumentare quelle su Bot e Btp

Franco Bechis
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Chi ha dovuto frequentarlo in questi primi mesi, sostiene che umanamente è assai simpatico, ma che ha una sola fissa in testa: tassare tutto ciò che gli capita a tiro. Tanto che- giura chi gli ha parlato più volte, il nuovo sottosegretario all'Economia, Vieri Ceriani, è in grado di fare apparire Vincenzo Visco un vecchio conservatore alla Ronald Reagan E' timbrata Ceriani la stangata fiscale contenuta nel decreto salva-Italia con cui gli italiani debbono fare i conti . E se fosse stato per lui, il tassatore cortese, di nuove imposte ne avrebbero infilate in ogni comma. Suo il superbollo auto, e in parlamento hanno messo del bello e del buono per fargli capire che la tassa non poteva essere applicata allo stesso modo ad auto nuove e vecchie di 7-8 anni, perché queste avevano valore di mercato inferiore al bollo richiesto. Il sottosegretario, che ha guidato i servizi fiscali della Banca d'Italia (ne è orgoglioso: “pagavo un miliardo all'anno di tasse”, continua a ripetere a tutti), ha ancora molte frecce al suo arco. Qualcuna l'ha pure rivelata in un documento che ha lasciato in Senato pochi giorni prima di essere chiamato al governo. Sulla casa- ad esempio- ha già dato qualche assaggio in manovra, ma secondo lui le tasse che si pagano sono ancora troppo poche. Vuole rivalutare le rendite catastali. Ha calcolato che se davvero fossero vicine ai valori di mercato, lo Stato incasserebbe 60 miliardi in più. Ma si rende conto che forse la gente non li avrebbe da pagare, per cui qualche sconto è disposto a concederlo. Ceriani ha un'altra fissa: tassare i Bot come tutti i titoli di Stato. Certo si rende conto che il momento non è ideale, e che lo spread finirebbe per annientare i vantaggi della misura. Ma a tempesta passata, lui tornerà all'attacco: “In prospettiva”, dice, “è abbastanza evidente che mantenere- quando le situazioni di mercato saranno più ordinate – questa discriminazione di aliquote è qualcosa che segmenta i mercati. Mi auspico che a regime questa segmentazione venga recuperata, riportando a unità di trattamento tutto il comparto, non solo gli interessi di titoli pubblici rispetto agli interessi da obbligazioni o da depositi, ma anche riflettendo sulla opportunità di unificare in qualche modo rendimento, plusvalenze, dividendi e interessi in maniera anche più radicale” . Terza passionaccia: la carbon tax . L'Italia  l'ha introdotta negli anni 2000-2001, e chissà che non sia stato proprio Ceriani, allora consigliere del ministero, a suggerirla a Visco. Al neo-sottosegretario piace tantissimo, come tutte le “accise sui prodotti energetici la cui aliquota sia commisurata al contenuto di anidride carbonica”. Tassatore cortese e pure ambientalista…

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